Cronaca

Giallo Saman, “L’hanno consegnata allo zio per farla sparire”

La data non è ancora stata stabilita, ma gli investigatori contano molto sull’audizione protetta del minore – appartenente alla comunità pachistana – perché sarebbe informato sui presunti fatti e potrebbe fornire elementi importanti. Al momento si troverebbe in una struttura protetta, in attesa di essere interrogato. La sua posizione attualmente è al vaglio della procura dei minori di Bologna che sta collaborando con la magistratura reggiana. La sua sarebbe una testimonianza chiave, ritenuta attendibile.

 

Avrebbe infatti riferito che Saman è stata uccisa per avere rifiutato il matrimonio combinato dai genitori, denunciati da lei stessa nell’ottobre scorso quando ancora minorenne. Un fatto che l’aveva portata ad essere collocata in una struttura protetta del bolognese.

Ma lei stessa, l’11 aprile, ha deciso di tornare a casa. Madre e padre sono indagati per il presunto omicidio assieme a uno zio e a due cugini, tra cui Ikram Ijaz, arrestato domenica a Nimes, in Francia (dov’è in attesa di essere interrogato non appena arriva l’ok da parte dei servizi di cooperazione internazionale), mentre stava tentando di raggiungere senza documenti alcuni parenti in Spagna.

Le parole del minorenne che sarà sottoposto a incidente probatorio unite al “famoso” video del 29 aprile scorso estrapolato dalle telecamere di videosorveglianza nei pressi dell’abitazione della famiglia Abbas, hanno rafforzato l’ipotesi secondo la quale la giovane è stata ammazzata e il suo cadavere occultato. Le immagini vedono ritratti tre uomini (identificati poi nello zio e i due cugini indagati) con due pale, un secchio contenente un sacco azzurro e un piede di porco, che si dirigono nei campi sul retro della casa, per poi rientrare due ore dopo a tarda sera.

 

Saman non sarebbe però stata uccisa in questo lasso di tempo bensì, ipoteticamente, il giorno successivo. Perché un altro video, risalente al 30 aprile, ritrae proprio la giovane pachistana uscire di casa assieme ai familiari e non fare più ritorno.

Si tratta dell’ultimo avvistamento della ragazza. Si pensa dunque che possa essere stata ammazzata proprio quella sera. I primi di maggio, poi, la famiglia è tornata improvvisamente – e senza dare preavvisi al datore di lavoro – in patria come accertato dai controlli nelle liste d’imbarco all’aeroporto di Malpensa dove risultavano i loro nomi. Ma non quello di Saman.

Una circostanza che ha insospettito ulteriormente i carabinieri. Shabbar, il padre di Saman, al telefono ha fatto sapere al quotidiano il Resto del Carlino che «la figlia è viva e si trova in Belgio» e che «il 10 giugno quando tornerà in Italia parlerà coi carabinieri, mettendoli in contatto con la ragazza». Una versione però alla quale gli inquirenti non credono.

Le ricerche del presunto cadavere occultato, vanno avanti ormai dal 5 maggio – quando i carabinieri si erano presentati alla porta di Saman per notificarle un atto, non trovando però nessuno – e anche nella giornata di oggi, nonostante il supporto dei cani molecolari che hanno setacciato serre e canali delle terre agricole della Bassa Reggiana, non hanno portato per ora ad alcun risultato.

 

Poi c’è un’altro scenario, come riporta il Corriere della Sera. La notte della scomparsa Saman fu consegnata allo zio con l’inganno. «Vai dallo zio», le avrebbero detto. L’uomo, Danish Hasnain, 33, l’attendeva al termine della stradina. L’avrebbe uccisa nelle vicinanze. E poi il cadavere della giovane sarebbe stato nascosto da qualche parte, forse sotterrato, gettato in una porcilaia o in un pozzo. Questo pensano gli inquirenti che indagano sulla vicenda della giovane di Novellara. Questo scenario – secondo il quotidiano milanese – emergerebbe da un secondo video trovato dai carabineri e che riprenderebbe la povera ragazza che si incammina con padre e madre. I genitori di Saman rientrano nel loro casolare senza la figlia.