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Home Politica

Il Crepuscolo del “Sistema Salerno”: Schlein chiude la porta a De Luca, il figlio Piero tra l’incudine e il martello

by Pietro Di Marco
02/02/2026
in Politica
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Vincenzo De Luca e il figlio Piero De Luca in un momento di confronto politico
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La notizia era nell’aria, densa come l’umidità che sale dal lungomare di Salerno, ma ora ha assunto i contorni della certezza politica. Tra il Partito Democratico guidato da Elly Schlein e Vincenzo De Luca, l’ex governatore pronto a correre per la quinta volta come sindaco della sua città, la rottura è consumata. Stando alle voci di palazzo, la Schlein è stata chiara. “Niente simbolo, niente appoggio ufficiale”. Ma se per il “padre padrone” della politica campana questo è solo l’ennesimo ostacolo da abbattere con le sue liste civiche, per il figlio Piero De Luca, attuale segretario regionale del PD, si apre un dramma politico shakespeariano.

Il “bivio” non è più una metafora: Piero deve scegliere se seguire la linea del Nazareno, sconfessando di fatto la corsa del genitore, o restare fedele alla famiglia, rischiando di implodere come leader regionale dei dem. Nel mezzo, un Campo Largo che minaccia di sgretolarsi ovunque se Salerno dovesse cadere nell’anarchia delle alleanze.


L’Ultimatum del Movimento 5 Stelle: “Chi rompe qui, paga ovunque”

A rendere la situazione incandescente non è solo il “no” secco della segreteria nazionale PD, ma la barricata alzata dagli alleati. Il Movimento 5 Stelle, forte della presidenza regionale di Roberto Fico, non accetta compromessi. Claudia Pecoraro, assessora grillina della giunta regionale, è stata lapidaria: «Chi rompe il Campo largo a Salerno, lo rompe anche altrove. A cominciare dalle politiche». Un avvertimento che suona come una minaccia diretta ai vertici dem: non provate a fare il doppio gioco.

L’ipotesi di “nascondere” il simbolo del PD a Salerno per lasciare mano libera a De Luca senior (il famoso escamotage su cui contavano i fedelissimi dell’ex Sceriffo) è stata spazzata via. Virginia Villani, coordinatrice provinciale M5s, ha chiuso ogni spiraglio: «Vogliamo chiudere con un metodo di fare politica che non ci appartiene e che è incarnato dall’ex governatore». Per i pentastellati, il modello deve essere quello di Napoli e della Regione: tutti insieme, ma senza De Luca.

Il Dramma di Piero De Luca: Segretario o Figlio?

In questo scenario di guerra totale, la figura più tragica è quella di Piero De Luca. Eletto coordinatore regionale da pochi mesi con l’obiettivo di pacificare le correnti, si trova ora con una “patata bollente” tra le mani. L’altro giorno a Benevento, parlando con Clemente Mastella, Piero aveva convenuto che «il Campo largo vale ovunque per le prossime comunali». Una dichiarazione di principio che ora gli si ritorce contro.

Se Elly Schlein conferma la linea dura – «Campo largo sul modello regionale ovunque» – Piero De Luca si trova costretto a dover, teoricamente, costruire una coalizione *contro* suo padre. Sabato prossimo, quando diventeranno effettive le dimissioni del sindaco uscente Enzo Napoli (un atto tecnico per permettere la discesa in campo di Vincenzo), il segretario regionale dovrà decidere:

  • Dimettersi dal partito e seguire il padre nella battaglia civica?
  • Restare al suo posto, ingoiare il rospo e avallare un candidato alternativo al genitore?
  • Tentare una mediazione impossibile che rischia di logorarlo definitivamente?

Il Risiko dei Socialisti e l’Identikit dell’Anti-De Luca

Ma il terremoto non scuote solo i dem. Anche il PSI trema. Il segretario nazionale Enzo Maraio, salernitano doc e assessore regionale nella giunta Fico, è tirato per la giacchetta. I grillini sono stati chiari: se i socialisti appoggiano De Luca a Salerno, non possono stare nel Campo Largo in Regione. «Sarebbe un controsenso», tuona la senatrice Mariolina Castellone. Maraio ha chiesto tempo, invocando il primato della politica sui rapporti personali, ma il tempo sta scadendo.

Mentre De Luca scalda i motori delle sue civiche, il fronte progressista (PD ufficiale, M5S, Sinistra Italiana e Verdi) lavora sottotraccia all’alternativa. Niente nomi per ora, ma l’identikit è preciso e studiato a tavolino per marcare la massima distanza dall’ex governatore 77enne: si cerca una giovane donna. Una figura fresca che possa rappresentare plasticamente il futuro contro il passato, il “noi” della coalizione contro l’ “io” dell’uomo solo al comando.

Verso lo scontro finale

Sabato scatta il countdown. Con le dimissioni di Enzo Napoli, la campagna elettorale di Salerno diventerà un caso nazionale. Vincenzo De Luca è pronto a tutto pur di riprendersi la fascia tricolore della sua città, anche a costo di distruggere definitivamente i ponti con il partito che ha contribuito a fondare. Dall’altra parte, Schlein e Conte osservano: Salerno è diventata la linea del Piave. Se il “Sistema Salerno” cade, cade l’ultimo baluardo del deluchismo. E Piero? Piero osserva il padre e il partito separarsi, consapevole che, qualunque scelta farà, perderà qualcosa.

L’Analisi: La partita di Salerno non è solo locale. È il test definitivo per capire se il PD di Schlein ha davvero la forza di imporre la sua linea sui territori o se i “cacessi” locali sono ancora più forti del simbolo. E per l’M5S è la prova di maturità: riusciranno a imporre il veto su De Luca senza regalare la città alla destra?
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Tags: Caos Elezioni Salerno: De Luca scaricato dal PDl'ultimatum M5S e il bivio di Piero
Pietro Di Marco

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