“Niente autorizzazioni spezzatino nei porti”. Lo ha deciso il Consiglio di Stato. Blindato quindi l’articolo 16 della Legge 84/94. Con la recentissima sentenza numero 6987/2026, i giudici hanno messo un punto definitivo su una querelle legale di fondamentale importanza riguardante il Porto di Salerno, tutelando la compattezza e l’integrità del ciclo logistico e sbarrando la strada alle cosiddette “autorizzazioni spezzatino”.
La pronuncia di Palazzo Spada non rappresenta solo una vittoria per l’Autorità di Sistema Portuale (AdSP), ma costituisce un trionfo storico per i lavoratori del mare e per le sigle sindacali, in primis la FILT CGIL Campania, che da anni si battono per difendere la Legge 84/94, pilastro normativo della sicurezza e della dignità del lavoro sulle banchine italiane.
Il caso Cartour al Porto di Salerno: rizzaggio e derizzaggio al centro dello scontro
Per comprendere la portata di questa sentenza, bisogna fare un passo indietro e analizzare l’origine della controversia. Il fulcro del dibattito legale ruota attorno alle attività di rizzaggio e derizzaggio (ovvero il delicato ancoraggio e disancoraggio dei carichi a bordo delle navi) richieste dalla compagnia di navigazione Cartour all’interno dello scalo salernitano.
Già nel 2021, la società aveva tentato di ottenere il via libera per gestire in autoproduzione queste specifiche fasi del lavoro, basandosi sul comma 4-bis della normativa. L’Autorità di Sistema Portuale (AdSP) aveva opposto un netto diniego, posizione successivamente validata dal TAR. Non arrendendosi, la compagnia ci ha riprovato, appellandosi questa volta al comma 3 dell’articolo 16, che regola le autorizzazioni per lo svolgimento di operazioni portuali per conto proprio o terzi.
Di fronte al nuovo “no” dell’AdSP – motivato dalla mancanza di requisiti per coprire l’intero ciclo operativo e dalla natura reiterativa della domanda – la compagnia ha fatto ricorso. Il TAR di Salerno, in un primo momento, aveva parzialmente accolto l’istanza dell’azienda, lasciando intravedere la possibilità di scorporare e autorizzare singoli segmenti del lavoro. Un’apertura pericolosa, che è stata ora totalmente annullata e ribaltata dal Consiglio di Stato.
L’articolo 16 della Legge 84/94 è salvo: stop alle “autorizzazioni spezzatino”
I magistrati di Palazzo Spada hanno fornito un’interpretazione rigorosa e inequivocabile del dettato normativo. La giurisprudenza conferma che esiste una linea di demarcazione netta tra i “servizi portuali” e le vere e proprie “operazioni portuali” (che includono carico, scarico, movimentazione e deposito).
Mentre per i servizi è ammissibile una frammentazione, il ciclo delle operazioni portuali è considerato dalla legge un unicum indivisibile. L’obiettivo normativo è chiaro: il transito di una merce da una nave alla banchina (o verso altra modalità di trasporto) non può essere frammentato in mille rivoli autorizzativi. Ottenere un titolo abilitativo per una sola “frazione” del lavoro (le cosiddette autorizzazioni spezzatino) significherebbe destrutturare l’impianto organizzativo del porto, mettendo a rischio l’efficienza e, soprattutto, la sicurezza dei lavoratori.
Inoltre, il Consiglio di Stato ha ritenuto infondata la richiesta di rimandare la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sancendo che l’impianto dell’articolo 16 non viola in alcun modo i sacri principi europei di libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi (stabiliti dagli articoli 49 e 56 del TFUE). La tutela del lavoro prevale sui tentativi di deregolamentazione estrema.
L’intervento decisivo della FILT CGIL Campania e il ruolo dei sindacati
Questa complessa battaglia legale ha visto schierati in prima linea non solo gli enti istituzionali, ma anche le organizzazioni a tutela dei lavoratori. La FILT CGIL Campania e la FILT CGIL Salerno hanno preso parte attiva al giudizio, costituendosi ad adiuvandum (al fianco dell’AdSP) con il fondamentale supporto tecnico-legale dell’avvocato Pasquale Biondi.
L’esito della sentenza ha generato grande entusiasmo all’interno del sindacato, che vede finalmente riconosciuti gli sforzi volti a impedire la precarizzazione del lavoro sulle banchine campane e nazionali. Frammentare le operazioni, infatti, apre spesso la strada a logiche di ribasso dei costi che vanno a discapito della sicurezza fisica di chi opera quotidianamente a ridosso di gru, container e navi mercantili.
Vittorio Pasquino: “Una grande vittoria per la dignità del lavoro portuale”
A sintetizzare l’importanza strategica ed emotiva di questo traguardo è intervenuto Vittorio Pasquino, esponente di spicco del Direttivo Regionale CGIL Porti Campania. Le sue parole delineano con fermezza la linea invalicabile tracciata dai lavoratori contro le speculazioni.
“In nome del profitto immediato si tenta troppo spesso di smantellare le tutele e la sicurezza di chi lavora in banchina. Questa sentenza mette un punto fermo: la pianificazione del lavoro portuale non è un ostacolo, è la sostanza stessa della sicurezza. Oggi festeggiamo una grande vittoria per la dignità del lavoro e per chi contribuisce, con il proprio impegno quotidiano, a creare un’economia portuale sana, solida e sicura. Un risultato straordinario anche della FILT CGIL e della squadra composta da Vitarosaria Convertino, Carmen Morra, Gerardo Arpino e tutto il prezioso Direttivo Salerno. Un grazie anche al grande contributo di Ancip, Associazione Imprese Portuali ANCIP”, ha dichiarato con soddisfazione Vittorio Pasquino.
La sentenza del Porto di Salerno si candida ora a diventare una pietra miliare. Segna un confine chiaro e invalicabile: l’efficienza logistica non potrà mai più essere usata come pretesto per aggirare le regole che garantiscono l’incolumità e la dignità dei portuali italiani.
Domande Frequenti (FAQ) sulle Operazioni Portuali e la Legge 84/94
Cos’è l’articolo 16 della Legge 84/94?
L’articolo 16 della Legge 84/94 è la norma fondamentale che regola le operazioni e i servizi nei porti italiani. Stabilisce chi può essere autorizzato a svolgere attività di carico, scarico, trasbordo, deposito e movimentazione delle merci, imponendo rigidi requisiti operativi, di sicurezza e di tutela del personale.
Cosa si intende per “autorizzazioni spezzatino” nel Porto di Salerno?
Con il termine “autorizzazioni spezzatino” si fa riferimento al tentativo da parte di alcune compagnie marittime di farsi autorizzare a svolgere in proprio solo singole fasi delle operazioni portuali (come ad esempio solo il rizzaggio dei carichi), frammentando il ciclo lavorativo per abbattere i costi, a discapito della sicurezza globale gestita dall’Autorità Portuale.
Perché la FILT CGIL Campania ha esultato per la sentenza del Consiglio di Stato?
La FILT CGIL Campania, che si era costituita in giudizio, ha accolto con gioia la sentenza perché blocca la deregolamentazione del lavoro. Come sottolineato dal dirigente Vittorio Pasquino, impedire la frammentazione del lavoro significa tutelare la sicurezza in banchina, la dignità salariale dei lavoratori ed evitare che il profitto immediato delle aziende prevarichi sui diritti contrattuali e sulla sicurezza.




