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Il centrosinistra torna a gioire: flop di Salvini. Piangono Appendino e Raggi

Elezioni amministrative, i risultati con lo scrutinio in TEMPO REALE

Torna a sorridere il centrosinistra, paga divisioni e candidati sbagliati il centrodestra. Le elezioni comunali dell’era Covid danno nelle grandi città un vincitore certo: a Milano incassa il bis Sala, a Napoli fa il pieno Manfredi, e a Bologna vola Lepore, nelle ultime due città nell’inedita alleanza Pd-M5s.

Se il centrodestra tiene la Calabria con la vittoria di Occhiuto, Trieste e Torino vanno al ballottaggio mentre a Roma è testa a testa tra il candidato del centrodestra Enrico Michetti e l’ex ministro dem Roberto Gualtieri.

Un risultato amministrativo che spingerà tutti i partiti a fare conti e riflessioni a livello nazionale. A partire dal crollo dell’affluenza che si attesta al 54,69% segnando un record negativo: in pratica un elettore su due non si è recato alle urne con il risultato peggiore di sempre a Milano e Torino. A pagare la fuga dalle urne sembra il centrodestra, come ammette il leader della Lega Matteo Salvini, a spoglio appena cominciato: “La maggior parte non ha votato. E’ per me e tutti un’autocritica. Occorre essere più concreti sulla vita reale. Non possiamo perdere tempo su vicende private”.

 

“Credo che quello che sta maturando a Milano è qualcosa di importante, un evento quasi storico”, ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commentando i primi risultati elettorali.

“Credo che da questa vittoria i progressisti e democratici nel nostro paese e in Europa trarranno forza – ha detto Matteo Lepore, ormai nuovo sindaco di Bologna -. Io voglio invitare tutti i sindaci progressisti vincitori di queste elezioni a unirsi, perché da Bologna, Milano, Napoli e sono convinto presto da Torino e da Roma, da tutte le città governate dal centrosinistra in Italia partirà la riscossa per le prossime politiche a livello nazionale. Dobbiamo partire dai nostri territori, dalle nostre città, dalle nostre comunità”.

“Ho sentito Conte, è molto contento del risultato. Conte è sempre stato vicino, insieme faremo un grande lavoro”, dice Gaetano Manfredi.

Da Roma, il candidato del centrodestra, Enrico Michetti: “Siamo molto soddisfatti perché siamo al ballottaggio. Ci rivolgeremo a tutte le romane e i romani per dare a Roma un governo all’altezza di una grande Capitale”, ha detto il candidato a sindaco di Roma Roberto Gualtieri, accolto dagli applausi del suo comitato elettorale e dalle urla “Roberto sindaco”. “La prima attenzione sarà rivolta alla burocrazia, il centrodestra ha a cuore la macchina amministrativa perchè la città è immobile davanti alle buche, alla spazzatura, ai problemi delle scuole e del verde”.

“Siamo molto soddisfatti perché siamo al ballottaggio – spiega il candidato a sindaco di Roma Roberto Gualtieri -, accolto dagli applausi del suo comitato elettorale e dalle urla “Roberto sindaco. Ci rivolgeremo a tutte le romane e i romani per dare a Roma un governo all’altezza di una grande Capitale”.

“Nessun apparentamento l’abbiamo detto fin dal primo turno, non ci sono esigenze di fare apparentamenti, ma soprattutto abbiamo una cosa che si chiama coerenza e in politica credo sia molto importante”. Così Stefano Lo Russo, candidato sindaco di Torino per il centrosinistra. “Abbiamo costruito un programma che crediamo credibile anche per gli elettori che al primo turno hanno votato altri candidati – dice -. Crediamo che sotto il profilo dei diritti, dell’ambiente e della lotta alle diseguaglianze ci siano moltissimi punti di contato con molti elettori che non ci hanno votato e che magari potrebbero votarci al secondo turno”. “Il centrodestra al ballottaggio è un risultato storico – ha detto Paolo Damilano, candidato sindaco di Torino -. La proposta della mia lista civica è stata accolta, siamo riusciti ad avvicinare i torinesi alla politica, anche se l’astensionismo è un problema enorme. Lavoreremo su questo nei prossimi quindici giorni”. “Ci concentreremo sulle periferie, chiedendo il loro aiuto per cambiare Torino”.

ROMA – La corsa per il Campidoglio torna allo schema del bipolarismo: centrodestra contro centrosinistra. A sfidarsi al secondo turno saranno Enrico Michetti, l’avvocato con la passione per l’Antica Roma sostenuto da Fdi, Lega e FI, e Roberto Gualtieri, il professore portato dal Pd e dalle altre forze progressiste. Restano fuori la sindaca del M5s Virginia Raggi e il leader di Azione Carlo Calenda. Per conquistare la poltrona di Palazzo Senatorio, Gualtieri – anche nell’ottica delle convergenze nazionali tra Pd e Movimento – si rivolgerà a tutti coloro che hanno votato Raggi, ma anche ai sostenitori di Calenda, a cui però guarda anche Michetti. Comunque vada, la partita misurerà, dopo anni di scintille, la possibilità di calare l’asse giallorosso anche nella Capitale, sperando nel traino della giunta regionale che già annovera M5S.

MILANO – A Milano nelle elezioni comunali che segnano il record storico dell’affluenza più bassa con il 47% dei votanti alle urne il sindaco uscente Giuseppe Sala viene riconfermato al primo turno con un netto stacco dallo sfidante del centrodestra, il pediatra Luca Bernardo, che si ferma a 20 punti di distanza. E’ la prima volta che un sindaco di centrosinistra vince al primo turno nel capoluogo lombardo e quindi l’ex commissario unico di Expo parla di qualcosa di importante” di “un evento quasi storico” in una città che premia ancora il Pd che resta il primo partito con oltre il 33%, in crescita rispetto al 29% del 2016. E lo stesso Sala spiega di aver preso rispetto alle scorse comunali 40-50 mila voti in più, “quindi non si è astenuto chi crede non solo in me ma in questa idea di una città italiana ed europea che porta avanti un disegno molto preciso”, ha detto aggiungendo che dedica questa vittoria alla madre da poco scomparsa.

BOLOGNA – Il centrosinistra non trema a Bologna e Matteo Lepore diventa sindaco con una percentuale travolgente, superiore al 62%, frutto anche di una vasta alleanza che tiene insieme i centristi, la sinistra e il Movimento 5 Stelle. Una vittoria netta ma con una grande ombra: per la prima volta dal dopoguerra il sindaco di Bologna è stato votato poco più che da un elettore su due. L’affluenza si è infatti fermata al 51%, sotto alla già bassa media nazionale e condizionata dal fatto che si è votato in due giorni festivi per la coincidenza con il santo patrono.

NAPOLI – Funziona bene a Napoli l’intesa tra centrosinistra e M5s: Gaetano Manfredi vince a valanga le amministrative e diventa sindaco al primo turno, ottenendo circa il 65%, il triplo dei voti del principale avversario, Catello Maresca del centrodestra, che a spoglio in corso si attesta al 20-22%. Un successo che va oltre le aspettative, in una tornata che – come nelle altre grandi città – fa segnare il record negativo di affluenza per l’elezione del sindaco, con meno della metà dei cittadini (il 47,18%) alle urne contro il 54,12 di cinque anni fa. Manfredi, 57 anni, ingegnere e docente, già ministro dell’Università nel Conte bis, è atteso ora dalla sfida del maxibuco da due miliardi di euro nei conti del Comune, una voragine da risanare. Alle sue spalle una coalizione di tredici liste, il convinto sostegno dei Cinquestelle (Conte si è speso personalmente con più visite in campagna elettorale) e del governatore Vincenzo De Luca: per il neosindaco bisognerà anche far quadrare i conti della rappresentanza tra le varie forze, cominciando dalla nuova Giunta in cui l’unico nome certo, per ora, sembra quello di un tecnico, l’ex questore Antonio De Iesu.

TORINO  – Torino archivia l’amministrazione pentastellata e rimanda al ballottaggio la scelta del successore di Chiara Appendino, con il centrosinistra che spera di riconquistare il suo villaggio di Asterix. Il ‘primo tempo’ termina con il candidato dem Stefano Lo Russo in vantaggio sul civico Paolo Damilano, secondo alcuni il favorito della vigilia, che tiene grazie all’exploit della sua lista, Torino Bellissima, a metà scrutinio un numero di preferenze addirittura superiori a quelle di Lega e Fratelli d’Italia. Crolla il Movimento 5 Stelle, con la candidata Valentina Sganga sotto il 10%, il ‘primo partito’ è quello dell’astensione: l’affluenza si è fermata al 48,06%, la più bassa di sempre.

CALABRIA – La Calabria sceglie la strada della continuità e dopo avere eletto nel gennaio 2020 Jole Santelli – prematuramente scomparsa ad ottobre dello scorso anno – affida il compito di guidare la Regione ad un altro esponente azzurro, Roberto Occhiuto, 52enne, cosentino, in politica da sempre. In presenza di un forte astensionismo – l’affluenza è stata del 44,38%, in linea con il 44,33 del 2020 – la vittoria pronosticata alla vigilia arriva ma assume – stando alle proiezioni, visto che lo spoglio è ancora in corso – proporzioni ancora maggiori rispetto alle attese grazie anche alla compattezza dello schieramento e alla frammentazione, invece, del centrosinistra. Occhiuto viene dato oltre il 50%, tra il 52 ed il 55. Stessa percentuale, quest’ultima, ottenuta dalla Santelli. Una vittoria che fa da traino o forse è spinta, dal risultato di Forza Italia, che nella sua roccaforte migliora venendo accreditata del 18% contro il 12%.

TRIESTE – A Trieste, se i numeri saranno confermati, sarà ballottaggio tra il candidato del centrodestra Roberto Dipiazza e il candidato del centrosinistra Francesco Russo. Con un vantaggio di oltre dieci punti, “sarò difficile da raggiungere”, ha commentato il sindaco uscente, parlando di “un bellissimo risultato”. Un dato vero, ma se dall’altro lato si formasse una coalizione di più realtà, la partita potrebbe essere ancora aperta. ‘Adesso Trieste’ si riunirà per decidere e occorrerà vedere le scelte del M5S e così dei vari cespugli. Russo, comunque, è sembrato soddisfatto.

SUPPLETIVE A SIENA – Un applauso a Enrico Letta è arrivato dallo staff e dai vertici regionali e locali del Pd nel corso di una riunione al comitato elettorale, quando è arrivato il dato delle suppletive nella città di Siena, comunicato dai vari seggi e che vedono Letta vincente. “Abbiamo vinto perché abbiamo privilegiato l’unità, prima quella interna del Pd, e in secondo luogo l’unità del centrosinistra che abbiamo portato in tutti i comuni dove si è votato e pii l’unità del paese – ha detto Letta -. Questa grande vittoria del centrosinistra e del Pd rafforza l’Italia perché rafforza il governo Draghi”.

L’AFFLUENZA – Quando mancano soltanto due comuni ancora non conteggiati, il dato dei votanti rilevato dal Viminale alle 15 alla chiusura dei seggi per le elezioni comunali è pari al 54,64%. Nel 2016 – quando le urne sono state aperte un solo giorno – era stato del 61,52%. Questa tornata amministrativa ha coinvolto 1.153 municipi, tra quelli monitorati dal Ministero dell’Interno, e la percentuale dei votanti non tiene conto delle comunali in Friuli Venezia Giulia.