Continuano ad emergere i particolari dell’agghiacciante omicidio di Rosa Alfieri, la 24enne uccisa Elpidio D’Ambra a Sant’Arpino ( Napoli) Martedì 1 Febbraio. Secondo quanto emerso dal primo interrogatorio, il reo confesso avrebbe detto agli investigatori di essere stato “invogliato” da alcune voci che lo incitavano ad uccidere. Non solo, davanti al pm Patrizia Dongiacomo ( Procura di Napoli Nord), sarebbe emerso che queste voci non gli davano pace. A quanto pare lui avrebbe attirato Rosa nel suo appartamento per chiederle spiegazioni su alcune bollette della luce condominiale.
Ha ammesso di averla strangolata, ma non di averla violentata. Né picchiata. L’assassino cerca una via di fuga dall’ergastolo. Le «voci di dentro», secondo gli inquirenti sarebbero un maldestro tentativo per evitare la condanna a vita e spostare le responsabilità di uno dei delitti più cruenti degli ultimi anni, sul suo presunto stato mentale alterato. Potrebbe essere. Chissà.
Secondo quanto riporta IlMattino di Napoli, D’Ambra è un consumatore abituale di cocaina. Però questo sinistro personaggio, nemmeno un’ora dopo aver strangolato Rosa Alfieri, arrivato a Napoli dopo aver preso un treno a Frattamaggiore, è entrato in un negozio di abbigliamento di Corso Garibaldi. Per fare shopping. Ha acquistato, scegliendoli ad uno a uno, un paio di jeans di tendenza, calzini lunghi griffati, scarpe in tono e un giubbino come quelli tattici mimetici utilizzati dai militari.
La corsa in Ospedale
La sua “latitanza” è stata fermata nell’ospedale San Paolo dove è accorso a causa di un malore accusato dopo aver sniffato cocaina tagliata male. Avrebbe quindi temuto un’overdose. Con il taxi ha poi raggiunto il nosocomio e lì la polizia lo ha poi riconosciuto e fermato.
