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Rivolta in FdI Avellino: la dura lettera dei militanti a Donzelli. “Vertici azzerati”

donzelli avellino

Acque agitate nel panorama politico irpino. Esplode ufficialmente la crisi FdI Irpinia: la base del partito insorge dopo i recenti e deludenti risultati elettorali registrati sul territorio. Al centro della bufera finisce l’attuale gestione locale, con una dura presa di posizione che chiama in causa i vertici nazionali per chiedere un cambio di rotta immediato.

Avellino, FdI nel caos: i militanti scrivono a Giovanni Donzelli per le dimissioni segretario provinciale

Di seguito riportiamo integralmente il testo della lettera scritta e inviata dai militanti storici di Fratelli d’Italia Avellino al responsabile nazionale dell’organizzazione Giovanni Donzelli, con l’esplicita richiesta di dimissioni segretario provinciale.

Gentile Presidente,

Le scriviamo questa lettera mossi da una profonda e non più rimandabile esigenza di riflessione politica, a seguito degli esiti delle ultime consultazioni elettorali nella provincia di Avellino.

Visto che, dopo l’ennesima debacle, lei continua imperterrita a percorrere una strada che si è ormai rivelata un vicolo cieco, caratterizzata dalla mancata organizzazione del partito, dall’assenza di ascolto dei territori e dalla totale mancanza di risposte alle istanze provenienti dalla base, preferendo invece le sole apparizioni mediatiche, noi, iscritti e militanti della prima ora di Fratelli d’Italia e da sempre appartenenti alla destra irpina, sentiamo il dovere morale e politico di analizzare con estrema franchezza lo stato del nostro partito sul territorio. L’Irpinia, infatti, merita una guida forte, autorevole, presente e, soprattutto, capace di costruire consenso e vittorie.

I dati emersi dalle urne delineano un quadro che non possiamo più in alcun modo ignorare o sottovalutare. Quella che avrebbe dovuto essere la consacrazione del primato di Fratelli d’Italia ad Avellino e provincia si è rivelata, nei fatti, un’occasione mancata.

Nonostante il trend nazionale ci veda costantemente come forza trainante del Paese, grazie allo straordinario lavoro del nostro Premier Giorgia Meloni, a livello locale i numeri raccontano una storia drammaticamente diversa. L’inesorabile flessione dei consensi e l’incapacità di intercettare il voto moderato e di destra nella nostra provincia, anzi di perderlo addirittura, sono i sintomi evidenti di una crisi profonda.

Questa non è una semplice battuta d’arresto, ma il risultato di una gestione politica provinciale che si è progressivamente isolata dalla base, dai circoli territoriali e dalle reali esigenze dei cittadini irpini. È mancata una visione strategica lungimirante; sono mancate la coesione e la capacità di fare sintesi tra le diverse anime del partito.

Le decisioni sono state spesso calate dall’alto, ignorando il merito, la militanza storica e il radicamento sul territorio dei nostri rappresentanti più validi. Questa mancanza di ascolto e di democrazia interna ha spento l’entusiasmo di molti sostenitori e ha allontanato gli elettori.

Vogliamo parlare della debacle alle elezioni regionali?

Anche in questo caso i numeri, freddi ma incontrovertibili, parlano da soli. Fratelli d’Italia in Irpinia ha fatto registrare il peggior risultato tra tutte le province delle regioni chiamate al voto nel 2024: Campania, Puglia, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Basilicata e Abruzzo.

Vogliamo parlare delle elezioni per il Consiglio Provinciale?

Anche in quella occasione Fratelli d’Italia ha registrato una debacle senza attenuanti. Nonostante la costituzione di una lista unitaria del centrodestra, dei tre consiglieri provinciali eletti nessuno appartiene a Fratelli d’Italia: tutti e tre sono espressione di Forza Italia. Un risultato che certifica, ancora una volta, l’incapacità del partito di radicarsi sul territorio, di valorizzare la propria classe dirigente e di tradurre il consenso elettorale in rappresentanza istituzionale.

Vogliamo parlare delle elezioni nella città capoluogo?

Anche in questo caso basta un solo dato per fotografare la realtà. Alle ultime elezioni comunali di Avellino, Fratelli d’Italia ha ottenuto appena 828 voti, pari al 2,77%, un risultato persino peggiore rispetto alla precedente tornata elettorale, quando il partito si era fermato a 1.111 voti, pari al 3,78%.

Non solo. A questo dato già di per sé allarmante si aggiunge un elemento ancora più grave: Fratelli d’Italia non è riuscita a eleggere neppure un consigliere comunale, risultando l’unico capoluogo di provincia tra quelli andati al voto in cui il partito è rimasto completamente privo di rappresentanza in Consiglio comunale.

Dati allarmanti che non possono essere liquidati come una semplice coincidenza o attribuito a fattori esterni. Al contrario, essi rappresentano la certificazione di un fallimento politico e organizzativo che affonda le sue radici nella totale assenza di una strategia territoriale, nella mancata valorizzazione della classe dirigente locale e nell’incapacità di costruire un partito realmente radicato e competitivo.

Quando un territorio ottiene sistematicamente risultati inferiori rispetto a tutte le altre provinciali realtà e regionali italiane, è doveroso interrogarsi sulle responsabilità di chi quel partito è chiamato a guidarlo. Continuare a ignorare questi segnali significherebbe perseverare negli stessi errori che hanno condotto a una serie di sconfitte ormai impossibili da nascondere.

Quando i risultati sono così nettamente al di sotto delle aspettative e delle potenzialità del nostro simbolo, chi ha la responsabilità della guida politica deve trarne le dovute conseguenze. La leadership non è una posizione di privilegio, ma un carico di responsabilità che si misura sui fatti e sui risultati conseguiti.

Per queste ragioni, con il massimo rispetto personale ma con assoluta fermezza politica, Le chiediamo formalmente di rassegnare le Sue dimissioni dalla carica di Presidente provinciale di Fratelli d’Italia Avellino, il tempo é scaduto, lo dicono i freddi numeri. Questo passo indietro non deve essere inteso come una sconfitta personale, bensì come un atto di amore e di responsabilità verso il partito, necessario per avviare una fase di profondo rinnovamento e azzeramento dei vertici.

Avellino ha bisogno di una nuova stagione politica, di una guida inclusiva che rimetta al centro il merito, il dialogo con i territori e la valorizzazione dei nostri amministratori locali. Solo attraverso un congresso trasparente e una vera rifondazione potremo restituire a Fratelli d’Italia il ruolo di guida del centrodestra in Irpinia. Certi che saprà anteporre l’interesse del partito a qualsiasi personalismo, attendiamo un Suo riscontro nei fatti.

Elezioni Avellino: la resa dei conti per il futuro del partito

Il malcontento documentato in questa missiva evidenzia come il risultato delle recenti elezioni Avellino abbia lasciato un segno profondo tra gli iscritti. L’appello accorato inviato a Giovanni Donzelli rappresenta una vera e propria linea di demarcazione per risolvere la crisi FdI Irpinia. La palla passa ora ai vertici organizzativi, chiamati a decidere se accogliere la richiesta di azzeramento o difendere l’attuale dirigenza provinciale.


FAQ – Domande Frequenti sulla crisi di Fratelli d’Italia Avellino

Perché i militanti di Fratelli d’Italia Avellino protestano?

I militanti contestano i pessimi risultati ottenuti sul territorio irpino, lamentando un crollo dei consensi in controtendenza rispetto ai dati nazionali del partito guidato da Giorgia Meloni.

Cosa viene chiesto a Giovanni Donzelli?

Nella lettera indirizzata al responsabile dell’organizzazione Giovanni Donzelli, i militanti chiedono formalmente un intervento per ottenere le dimissioni del segretario provinciale e azzerare i vertici locali.

Qual è stato il risultato delle elezioni ad Avellino per FdI?

Alle ultime elezioni comunali, il partito ha raccolto appena l’2,77% (828 voti), non riuscendo a far eleggere alcun consigliere all’interno del consiglio comunale, aggravando così la crisi FdI Irpinia.

Quali altre sconfitte vengono menzionate nella lettera?

Oltre alle elezioni comunali, la missiva sottolinea il flop alle elezioni per il Consiglio Provinciale (nessun eletto in quota FdI, tutti andati a Forza Italia) e il primato negativo registrato alle elezioni regionali tra le province chiamate al voto.