C c’era una volta il concetto di “piazza gremita”, quello delle grandi occasioni, con la gente stipata a gomito a gomito e i vigili urbani costretti a deviare il traffico pedonale per manifesta densità abitativa momentanea. Poi è arrivato il 23 luglio 2026 e la manifestazione organizzata a Piazza Municipio da Fratelli d’Italia.
Sulla carta – e sulla locandina social – gli ingredienti per il grande evento politico dell’estate c’erano tutti: un parterre di primissimo piano tra parlamentari, dirigenti ed esponenti nazionali e locali, tra cui Giovanni Donzelli, Galeazzo Bignami, Lucio Malan e la deputata Marta Schifone, pronti a fare la voce grossa sul palco.
La narrazione social post-evento, infatti, non ha deluso le aspettative comunicative: “Ieri a Castellammare una piazza bella, piena”, ha commentato con entusiasmo l’onorevole Schifone sulla sua pagina Facebook, accompagnando il pensiero con le note metaforiche e speranzose di Rino Gaetano (“Ma il cielo è sempre più blu…”).
Il problema è che, tra il post su Facebook e lo scatto dall’alto firmato dalla realtà, pare sia intervenuta una sottile interpretazione filosofica del concetto di “pieno”.
Guardando la foto della piazza scattata dall’alto durante la manifestazione, l’effetto visivo è più simile a quello di un’ordinaria attesa della navetta estiva che a quello di un’adunata di massa. Un manipolo di coraggiosi e fedelissimi ammucchiati a ridosso del palco — complici forse la calura di fine luglio e l’orario delle 19.00 — lascia intorno a sé un vasto, arioso ed elegantissimo selciato. Più che un “muro umano”, un comodo distanziamento sociale antelitteram che ha permesso a ciascun partecipante di godersi gli interventi con ben tre metri quadrati di spazio vitale a testa.
Una scelta quasi ecologica: meno calpestio, più rispetto per le pietre storiche di Piazza Municipio e zero rischi di soffocamento. C’era persino chi, dai tavolini del bar adiacente o passeggiando distrattamente, osservava la scena con quella curiosità sorniona tipica dei pomeriggi di provincia.
Certo, la politica moderna vive di percezioni, e la fisica moderna ci insegna che il vuoto è solo materia non ancora riempita. Perciò, se la locandina annunciava grandi battaglie e i post parlano di un successo corale, chi siamo noi per contraddire la poesia di un cielo sempre più blu?
Resta solo un dubbio per i prossimi appuntamenti: per la prossima “piazza piena”, basterà confermare gli stessi oratori o converrà convocare d’ufficio anche i passanti, i piccioni e i clienti delle gelaterie vicine?
