Cronaca

Amore Criminale, la storia di Norina Matuozzo: morta dopo aver scoperto la doppia vita del marito

Una nuova puntata di amore criminale, la penultima quella che andrà in onda questa sera elle 21.15 in onda su Rai Tre. Il caso che sarà trattato riguarda Norina Matuozzo, giovanissima mamma uccisa dal marito boss di camorra, vicino al Clan di Lauro ( Napoletano). La donna aveva cercato rifugio, invano, dal marito dopo aver avviato le pratiche per la separazione.

La loro storia d’amore parte per caso, alla fermata del bus a Secondigliano dove Norina lavora. Salvatore aveva 30 anni, lei aspettata l’autobus da ritorno dal lavoro. Norina si innamora subito dell’uomo, carismatico e giovane. Rimane presto incinta, quando ancora, lei, non conosce il vero lavoro di Salvagtore.

Salvatore è l’uomo del boss, Marco Di Lauro, il braccio destro che lo assiste nella sua latitanza e che ne cura gli affari. Sei mesi dopo l’inizio della loro storia Salvatore Tamburrino viene arrestato con l’accusa di omicidio. Norina è irremovibile, vuole tenere il bambino e così, Salvatore la sposa in carcere. La famiglia di Norina non è favorevole a quell’unione, ma lei è ostinata, nessuno riesce a farle cambiare idea quando si mette qualcosa in testa.

E l’amore, fintanto che a separarli c’è il divisorio della sala colloqui del carcere, continua a bruciare. Norina vive la sua favola con lettere e biglietti, non conosce veramente il suo compagno di vita, non lo conosce neanche la sua bambina, A., che presto, con la scarcerazione del padre, si vedrà comparire in casa un perfetto estraneo.

Norina tra le mura di casa di Salvatore, le mure di casa sua, trova una gabbia. Lui non vuole che lei sia bella: la costringe a vestire con felpe, abiti larghi che non esaltino le curve. La vuole solo per lui e comincia a violentarla psicologicamente: la insulta, la umilia.

La picchia, anche davanti ai bambini, ma Norina ha troppa paura per denunciarlo, teme che la sua reazione sarà più violenta e furente che mai. Quando era in carcere, durante un colloquio, l’aveva aggredita infilandole le dita negli occhi, come dovesse cavarglieli, in un’altra occasione l’aveva aggredita strangolandola, salvo fermarsi per l’intervento della figlia.

La giovane Norina, nel frattempo diventata madre per la seconda volta di un maschietto, ha perso l’entusiasmo e l’ingenuità dei primi tempi, ma subisce. Si rifugia nell’amore dei suoi figli, che coltiva come due perle e nel sostegno dei genitori e della famiglia. Non è facile per niente. Salvatore la tradisce e lei scappa di casa.

 

L’ultima infedeltà
I rapporti con Norina, sempre più stanca e triste, si incrinano definitivamente con la scoperta, scioccante, il 28 febbraio 2019, della relazione di Salvatore con la vicina, che una sera una sera irrompe in casa di Norina urlandole: ‘devi tenere a bada tuo marito’. Norina scopre contemporaneamente due cose: che suo marito ha avuto una relazione e che sta perseguitando quella ragazza per impedirle di lasciarlo. Pedinamenti, insulti, botte, molestie verbali, minacce. È la fine del matrimonio.  Salvatore nega l’evidenza, sostiene che sia la ragazza a dargli fastidio, prova a mettersi in contatto con la moglie, che intanto ha riparato a casa dei genitori a Melito, coi bambini, per fare pace.

L’indomani, il giorno in cui sarebbero dovuti partire per Disneyland Paris, intorno alle 15, va a trovarla dai suoceri. Sembra un disco rotto, chiede scusa, dice che si occuperà di tutto, ma Norina è irremovibile.  “Se mi lasci o moriamo tutti e due o muori tu”, minaccia. Esausta, pur di mettere fine a quella che Salvatore viveva come una trattativa, decide di riceverlo la mattina del 2 marzo alla presenza dei genitori. Nessuno di loro sa che ha una pistola. Salvatore è calmo, parla con toni pacati, ma resta in piedi in stato di tensione. Tenta l’ultima riappacificazione, ma ormai ha deciso, vuole sentirglielo dire un’ultima volta: “non ti amo più, non ti voglio più”. Quando è certo, solleva la pistola con due mani, spara a distanza di 40 cm da Norina. Lei si scherma con le braccia, ma viene attinta al petto. La pistola era già carica.  Tamburrino si allontana velocemente, scende i sei piani che lo separano dal garage e si dà alla fuga. Nel frattempo, dà il via a una sequela di telefonate in cui annuncia l’omicidio alle persone che facevano parte del suo mondo: la cognata, la sorella, il cognato, perfino l’amica dell’amante e intermediaria tra loro due. “Che ho combinato! Che ho combinato! mi hanno rovinato la vita…poveri figli miei…ho sparato a mia moglie”.

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