Un’auto enorme, di quelle capaci di trasportare i mobili un appartamento. Una Volkswagen Passat station Wagon, che per inerzia ( a motore spento e in discesa) ha spaccato una staccionata in ferro e travolto un bambino, Tommaso, 4 anni che stava giocando con gli altri bimbi. Una manciata di secondi e tutto è cambiato nella vita di quel paese.
Anche altre due bambine, sempre di 4 anni, sono ricoverate al «Gemelli» di Roma. Una ha una frattura all’osso temporale, è stabile e respira spontaneamente, ma è in prognosi riservata. L’altra è in condizioni non gravi, come confermato da una Tac. Un altro piccolo è al «Bambin Gesù» con un trauma toracico e prognosi riservata. Due gemellini invece sono sotto osservazione a L’Aquila.
L’auto impazzita non aveva nessuno alla guida. Era di una mamma appena scesa per andare a prendere il figlio che frequenta lo stesso asilo: il «Primo maggio», che fa parte dell’istituto comprensivo Mazzini a Pile, frazione de L’Aquila.
Quell’auto era stata parcheggiata su una rampa. Si indaga sul quel maledetto freno a mano, su come si sia sbloccato e come la Passat abbia viaggiato per 20 metri travolgendo il recinto.
A bordo dell’auto era rimasto un altro figlio della donna di 11 anni. E ciò ha fatto ipotizzare che sia stato lui a sbloccare il freno a mano, facendo scivolare l’auto per la discesa. Un particolare che al momento non viene confermato dagli uomini della Squadra mobile che coordinano le indagini.
In pochi minuti attorno all’asilo è scoppiato il panico tra le urla dei bambini e genitori terrorizzati. «Sembrava un girone dantesco — racconta un papà —, ambulanze, sirene e tutti quei bimbi in lacrime, con gli insegnanti che cercavano di calmarli».
I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare per liberare alcuni dei piccoli incastrati tra il frontale dell’auto e la recinzione. «Ho visto un bimbo sotto le ruote dell’auto» dice una maestra. Mentre una mamma racconta che la figlia si è salvata «perché in quel momento era dentro la casetta in plastica in cortile».
Sul posto anche la dirigente del comprensivo Mazzini Monia Lai, sotto choc: «Non ho nulla da dire, per ora ho delle famiglie da supportare».
«Tommaso era dolcissimo — racconta una mamma —, ho ancora davanti l’immagine di lui e mia figlia che escono insieme dall’asilo abbracciati e sorridenti».
Gli inquirenti hanno ascoltato i primi testimoni e in serata negli uffici della Mobile è stata convocata, alla presenza di un legale, la proprietaria dell’auto e il figlio. La donna è ora indagata per omicidio stradale.
«Mi stringo al dolore delle famiglie» dice il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, mentre il sindaco de L’Aquila ha interrotto la campagna elettorale per le amministrative. «Non riesco a trovare le parole — dice Pierluigi Biondi — per esprimere tutto il mio dolore».
