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Strage di Ardea, “Il killer ha minacciato la madre di morte e ha avuto un solo giorno di TSO”

Ardea, il giorno dopo la strage il dolore resta ma viene affiancato dalla rabbia. È quello che traspare dalle parole del legale dei genitori di Daniel e David Fusinato, i due fratellini uccisi insieme a Salvatore Ranieri da Andrea Pignani, 35enne con problemi psichici che ieri mattina ha iniziato a sparare colpi di pistola nel consorzio di Colle Romito. L’uomo si è poi barricato in casa e suicidato.

Ardea, il killer Andrea Pignani ha sparato con la pistola del padre: giallo sulla denuncia di smarrimento. La famiglia: «Non la trovavamo più»

«Una pattuglia dei carabinieri era passata sul posto appena cinque minuti prima che venissero esplosi i colpi: i militari erano venuti a controllare che il mio assistito, papà di Daniel e David, rispettasse l’obbligo dei domiciliari. Sono stati proprio loro i primi a intervenire.

La mamma ha visto i figli morire, li ha trovati in una pozza di sangue e ancora respiravano» – ha spiegato Diamante Ceci, legale della famiglia Fusinato – «La famiglia aveva deciso di vivere in quel comprensorio perché era un posto tranquillo dove crescere i bambini. Si erano trasferiti in quella casa da circa un anno e mezzo. Ho avuto modo di sentire i miei assistiti questa mattina, sono distrutti ma chiedono rispetto per questo dramma assurdo che stanno vivendo».

La legale della famiglia Fusinato non nasconde l’amarezza per una strage inaccettabile ma non inevitabile. «Ci auguriamo che la Procura di Velletri faccia chiarezza su tutto, anche sui soccorsi che secondo alcuni testimoni sarebbero arrivati dopo 40 minuti.

Si chiarisca anche il ruolo della madre e della sorella del killer. Perché aveva la pistola del padre morto a novembre? Perché, dopo aver minacciato la madre con un coltello, era stato sottoposto ad un Tso e rilasciato il giorno dopo?» – spiega l’avvocato – «Prima di quanto avvenuto non c’era mai stata alcuna lite tra la famiglia Fusinato e Andrea Pignani, non si conoscevano neanche. Attendiamo ancora le condoglianze del sindaco di Ardea».

 

Ardea, il dolore del giorno dopo nel ricordo delle vittime
Intanto, sul luogo della strage, residenti e non stanno compiendo questa mattina un vero e proprio pellegrinaggio in memoria di Daniel, David e Salvatore. C’è chi lascia dei fiori, chi un pallone, chi altri giocattoli e diversi messaggi. «Volate tra gli angeli: ciao Daniel, ciao David» – si legge in vari biglietti – «Quando un’anima innocente viene uccisa per mano di un adulto, siamo tutti colpevoli. Perdonateci piccoli, se potete. Che la terra vi sia lieve».

 

Ardea, la ricostruzione: una strage per le vie di Colle Romito
La procura di Velletri ha avviato un’indagine per omicidio e domani sarà affidato l’incarico per effettuare le autopsie delle vittime, che saranno svolte presso l’istituto di medicina legale del Policlinico Tor Vergata. L’indagine dovrà innanzitutto chiarire perché Andrea Pignani avesse in casa la pistola appartenuta al padre, guardia giurata, morto nel novembre scorso: a tal proposito, la madre e la sorella del killer saranno interrogate di nuovo. Da una prima ricostruzione, Andrea Pignani sarebbe uscito di casa intorno alle 11, con felpa, zainetto e guanti, percorrendo alcune strade di Colle Romito con la pistola in pugno. Qui avrebbe sparato ad un anziano che stava lavorando con una carriola, ma mancandolo: l’uomo è riuscito a mettersi in salvo. Poi, però, il 35enne ha incontrato i due fratellini e sparato al più grande, Daniel; a quel punto è intervenuto il 74enne Salvatore Ranieri, che avrebbe tentato di soccorrere il bambino di dieci anni ma è stato colpito alla nuca. Subito dopo, Pignani ha ucciso anche il piccolo David, per poi tornare a piedi verso casa, barricandosi all’interno.