Cronaca

Scomparsa Sara Pedri, dal giallo della lettera alla improvvisa perdita di peso

Sara Pedri viveva in uno stato di terrore. La ginecologa di Forlì scomparsa lo scorso marzo avrebbe scritto delle lettere poco prima di far perdere le sue tracce, lettere in cui diceva di non avere più la forza di continuare, parlava di una situazione che era più grande di lei, di competenze non adeguate agli standard e descriveva uno stato d’animo di ansia e terrore.

 

Forse sono stati questi i motivi che l’hanno spinta ad allontanarsi e il sospetto terribile è quello che la giovane dottoressa possa essersi tolta la vita.

 

Tutto viene descritto in un foglio ritrovato dai carabinieri, in seguito alla sua scomparsa, e finito agli atti dell’indagine, come riportato dal settimanale Giallo.

 

A fine febbraio la dottoressa dell’ospedale Santa Chiara di Trento era tornata a Forlì con un certificato di malattia di due settimane che accertava una perdita di peso in seguito a stress lavorativo. Poi era tornata dopo una settimana ma si è dimessa e da quel momento è scomparsa nel nulla.

 

Nelle lettere parla di problemi in reparto, ammette di avere delle lacune ma spiega di non essere messa nella condizione di poterle colmare. Il suo scopo era fare un’esperienza di lavoro formativa, ma in realtà si è trovata solo male.

 

La gestione del reparto all’interno dell’ospedale di Trento suscitava da tempo preoccupazioni. A insospettire il ministero della Salute fino a inviare degli ispettori per vederci più chiaro, il costante ricambio di professionisti all’interno della struttura.

 

Tutto questo ha spinto al trasferimento del primario del reparto, Saverio Tateo. A partire da lunedì 12 luglio il primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale S. Chiara di Trento sarà trasferito ad un’altra unità operativa. Cambierà ruolo e mansioni come stabilito dalla Asl.

 

 

da Leggo