Dopo la fase degli “esperti”, il Sindaco annuncia il cambio di passo a Palazzo San Giacomo. Tutto rinviato a gennaio per un accordo a specchio con la nuova Regione.
È tempo di voltare pagina a Palazzo San Giacomo. Dopo quattro anni segnati dalla necessità di risanare i conti e rimettere in moto la macchina amministrativa, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi traccia la rotta per il futuro della sua squadra di governo. Il messaggio è chiaro: “C’è stato il momento degli esperti, ora arriverà quello dei giovani”. Una dichiarazione che non è solo uno slogan, ma il preludio a un rimpasto di giunta che si concretizzerà con l’inizio del nuovo anno.
La strategia del primo cittadino, che ricopre anche il ruolo di Presidente dell’ANCI, è quella di non agire d’impulso. L’orologio delle nomine è sincronizzato con quanto accadrà a Palazzo Santa Lucia, dove il neo-governatore Roberto Fico è al lavoro per formare il suo esecutivo regionale. L’obiettivo è creare un equilibrio politico perfetto tra Comune e Regione: chi resterà fuori da una parte, potrebbe trovare spazio dall’altra.
Le caselle vuote: il dopo Trapanese e il nodo PD
Non si tratterà di una rivoluzione totale, ma di un aggiustamento mirato. Ci sono due poltrone che scottano e che necessitano di nuovi occupanti. La prima è quella lasciata libera da Luca Trapanese (M5S), assessore al Welfare molto amato, che ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato eletto nel Consiglio Regionale. La seconda è una ferita aperta da tempo: la casella di Paolo Mancuso, ex presidente provinciale del PD, dimessosi nel gennaio 2023 e mai sostituito.
Proprio il Partito Democratico è l’ago della bilancia di questa operazione. Forti del risultato elettorale che li ha consacrati primo partito a Napoli e in Campania, i dem chiedono un riconoscimento maggiore. L’asse politico del “Campo Largo” si è spostato, e Manfredi ne è consapevole. Il rimpasto, dunque, attenderà anche il congresso provinciale del PD previsto per gennaio, per capire i nuovi equilibri interni, finora a trazione deluchiana.
L’incognita AVS e il domino delle poltrone
Nel frullatore del totonomi, c’è un altro attore che reclama visibilità: Alleanza Verdi e Sinistra (AVS). Nonostante l’ottimo risultato elettorale in città, la formazione non ha rappresentanza nella giunta comunale. La soluzione potrebbe arrivare proprio dal “domino” istituzionale con la Regione:
- Un assessorato “Verde” potrebbe sbloccarsi nella Giunta Fico in Regione.
- La componente “Sinistra” potrebbe invece essere compensata con un ingresso pesante a Palazzo San Giacomo.
Manfredi, in una recente intervista, è stato pragmatico: “Prima aspettiamo che si assesti la Regione, poi mi muoverò”. La partita a scacchi è iniziata, e la mossa decisiva arriverà solo dopo l’Epifania.
