Politica

L’ex +Europa bacchetta la Bonino: “Lasciammo per mancanza di confronto. Oggi chi comanda?”

“Chi detta la linea in +Europa? ” Il quesito lo ha posto l’ex di +Europa ed ex Presidente alla VIII Municipalità di Napoli Apostolos Paipais sulla sua bacheca facebook.

“Una domanda per Emma Bonino e Benedetto Della Vedova Penso che molti sostenitori di oggi e di ieri di +Europa vorrebbero ascoltare la linea non solo attraverso le parole in tv della Bonino ma anche e soprattutto con una relazione del segretario nazionale Benedetto Della Vedova.
Purtroppo +Europa rivendica di avere una democrazia interna che banalmente non ha. Ero nella Segreteria Nazionale e ricordo benissimo la non presa di posizioni della Bonino e Della Vedova nei confronti di Bruno Tabacci e delle sue “tecniche anchilosate”, oltre all’idea di avviare un dialogo con il PD senza considerare le posizioni interne”.

E ancora: “Risultato? La dissipazione delle migliori energie, Piercamillo Falasca anima principale del partito, di fatto espulso e oggi promotore de L’Italia C’è.
Il sottoscritto, che provava a rappresentare un approccio alla politica locale essendo stato Presidente della Municipalitá di Scampia, oggi in Italia Viva con Matteo Renzi. Martina Riva assessora allo Sport a Milano per la Lista Sala, Andrea Mazziotti dirigente di Azione.
Tutti abbiamo lasciato il partito proprio per un mancato confronto, mancato rispetto dei ruoli di partito e assenza di confronto.
Forse – in realtà – siamo stati lungimiranti per la costruzione di un reale campo riformista…
Chi detta la linea oggi in +E?

Il fatto

“Sono incredula” ha detto Emma Bonino durante la trasmissione inOnda su La7 parlando dell’accordo Calenda Letta. “La bozza l’ha scritta Calenda. A oggi sono ferma al patto con Letta. Io mi attengo a quell’accordo. Cosa sia successo dopo di così stravolgente, non lo so. Non lo comprendo”. E poi: ““Quattro giorni fa erano tutti d’accordo, bene, bravi, applausi. Dal giorno dopo hanno iniziato a circolare le voci sulla delusione delle persone vicine a Calenda. Il mio segretario, Benedetto Della Vedova, ha provato a convincerlo. Finché non gli ha detto che sarebbe stato inutile vedersi, e che tutto era già deciso”.