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Leghista parte per la Russia per farsi il vaccino: “Te lo fanno subito per 26 euro”

“Mi sono recato in Russia, ho pagato 26 euro e mi hanno fatto il vaccino”. A rilasciare un’intervista su Il Corriere della Sera è Alessandro Ravaglioli, ingegnere militante in politica sotto il simbolo di Alberto da Giussano che il 14 marzo scorso si è recato in terra russa per sottoporsi a vaccino. Ravaglioli è residente a Rimini, ma ha spiegato che spesso va a Mosca per lavoro. «In Russia – racconta Ravaglioli – vado mediamente 10 volte all’anno, fino al 2018 ero iscritto all’Aire, mia moglie è russa, motivo per cui mi è concessa la possibilità di valicare il confine con un visto specifico. Dal 18 marzo del 2020 i confini sono chiusi, in estrema sintesi chi può entrarvi, oltre ai cittadini esteri coniugati con cittadini russi come me, sono certe categorie di lavoratori specializzati». Oggi Ravaglioli vive a Rimini con la moglie e la loro figlioletta di 3 anni.

«Fino al 2018 – prosegue Ravaglioli – ero iscritto all’Arie, l’anagrafe dei residenti italiani all’estero. A loro l’ambasciata di Mosca ha inviato in una newsletter tutte le istruzioni per poter accedere al vaccino tramite le cliniche private. Credo di essere rimasto nel database a cui inviano questa newsletter anche oltre la mia effettiva cancellazione dall’anagrafe. Fatto sta che lo scorso weekend ero a Mosca per lavoro e ne ho approfittato». Ravaglioli ha pure documentato il suo “viaggio”. Foto della vaccinazione, video in ui racconta le impressioni sulla vita in Russia in tempi di pandemia. «Lì hanno riaperto molte attività – spiega – ristoranti, bar, centri commerciali».

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