Attualità

I soldi del Recovery Fund anche al Sud, il Circolo “I Vesuviani” di San Giorgio in Piazza Montecitorio con Pino Aprile


 

Di Italo Iozzolino

IL CIRCOLO “I VESUVIANI” DI SAN GIORGIO A CREMANO IN PIAZZA MONTECITORIO A ROMA CON PINO APRILE ED IL MOVIMENTO 24 AGOSTO PER L’EQUITA’ TERRITORIALE E PER EVITARE LO SCIPPO AL SUD DELLE RISORSE DEL RECOVERY FUND

Lo scorso 6 ottobre il Movimento 24 agosto per l’Equità Territoriale ha organizzato a Roma in Piazza Montecitorio una conferenza stampa ed una manifestazione per presentare ai cittadini, ai media e ai Parlamentari tutti il Rapporto redatto dal Gruppo di studio “Economia e Sviluppo” del Movimento dal titolo “Ripartizione delle Risorse del Recovery Fund all’interno delle Regioni italiane”.

Come è noto, all’Italia sono destinati ben 209 Mld., il 28% delle risorse complessivamente stanziate dall’UE, nell’immediato, al fine di attenuare l’impatto devastante della crisi economica causata della pandemia di Covid, e, nel medio- lungo periodo, per rafforzare la coesione interna agli stati membri e per guidare la transizione verso un’Europa più green, resiliente e digitale.

Quello che in Italia non viene spiegato o viene volontariamente taciuto tanto dalla stampa quanto dalle istituzioni è il criterio adottato dalla Commissione Europea per assegnare detti fondi. Nell’Allegato 1 al documento “Com (2020) 408 Final” del 28/05/2020, si precisa che le risorse sono ripartite tra i diversi Stati considerando tre criteri: 1) la popolazione residente; 2) il livello di reddito pro- capite; 3) il tasso di disoccupazione medio degli ultimi cinque anni. Non serve un economista per capire che se sono così ingenti le risorse messe a disposizione dall’UE è per l’irrisolta questione meridionale, ovvero per il permanere di un profondo squilibrio tra un Nord profumatamente finanziato e dotato di servizi pubblici ed infrastrutture ed un Sud colpevolmente ignorato dalle politiche nazionali. La popolazione meridionale rappresenta infatti il 34% del totale nazionale, ma ha un reddito pro-capite di 19mila Euro a fronte dei 33mila di media nazionale ed il tasso di disoccupazione medio negli ultimi cinque anni è stato del 17% contro il 7,6% del dato nazionale. In sostanza, applicando i criteri di cui si è detto, oltre il 70% delle somme sono destinate dall’UE all’Italia per la presenza delle regioni meridionali ed insulari.   

Il Movimento 24 Agosto è sceso in piazza per pretendere che al Sud venga assegnato e destinato quanto spetta di diritto, ovvero almeno il 70% delle risorse del Recovery Fund, 145 Mld. sui 209 complessivi, non un Euro in meno. Il momento storico è particolarmente grave e non si può fallire. E’ convinzione generale, infatti, che per il Sud quella offerta dal Recovery Fund è l’ultima possibilità per il rilancio e per colmare il gap con il resto del Paese.

Alla manifestazione hanno partecipato Circoli del Movimento provenienti da ogni parte d’Italia, con una nutrita rappresentanza campana. Ad introdurre le relazioni Roberto D’Alessandro, noto attore, tra i fondatori ed animatore del Movimento. Pasquale Cataneo e Paolo Mandoliti, componenti il gruppo “Economia e Sviluppo”, hanno illustrato il Rapporto da loro redatto con il contributo di altri Ettini. Sono intervenuti anche Emiliano Pagano ed Annamaria Pisapia, rispettivamente Tesoriere e Vice- Presidente del Movimento. Ha chiuso i lavori il Presidente Pino Aprile che ha lanciato l’hastag non un passo indietro.

In Piazza Montecitorio erano presenti anche le madri, le mogli e le figlie di quei pescatori di Mazara del Vallo da 40 giorni nelle mani del sedicente Esercito Nazionale Libico del generale Haftar, fazione non riconosciuta dall’ONU, ma sostenuta, nel sempre più complesso scenario libico, da Russia, Francia, Egitto, Arabia Saudita e Giordania. Incatenate, protestano per l’assordante silenzio del Governo e delle istituzioni e per il rilascio dei loro uomini.