Cronaca

Giallo Samana, il fratello: “Zio mi diceva di parlare: mi avrebbe ucciso”

Saman Abbas, a ‘Chi l’ha visto?’ nuovi dettagli sulla testimonianza del fratello minore agli investigatori. Si cerca di ricostruire il caso e, in attesa di ritrovare il corpo della 18enne, il cerchio si stringe intorno allo zio, Danish Hasnain.

Nella trasmissione di RaiTre emergono nuovi dettagli sulla testimonianza del ragazzo, minorenne e ora in una struttura protetta. «Quella sera mia sorella aveva litigato con i miei perché non le volevano dare i documenti, ed era scappata.

Era arrivato mio zio, aveva detto ai miei genitori che ci avrebbe pensato lui, e di tornare a casa» – la testimonianza dell’adolescente agli investigatori – «Mio zio è andato verso i campi, credo l’abbia strangolata.

Gli avevo chiesto dove si trovava mia sorella perché volevo abbracciarla un’ultima volta, lui invece mi ha detto che non poteva dirmelo. Ai miei genitori aveva consegnato lo zaino di Saman, raccomandandosi di non farsi vedere dalle telecamere con lo zaino in mano. A me, poi, ha detto di non dire nulla ai carabinieri o mi avrebbe ucciso».

Le parole del padre

«Mia figlia sta bene, è in Belgio». Così, parlando telefonicamente dal Pakistan con un giornalista de Il Resto del Carlino, il padre di Saman, Shabbar Abbas, rassicurava sulla figlia e sosteneva di essere tornato in fretta e furia nel suo paese per motivi familiari.

«Ho sentito mia figlia. Sta bene, è in Belgio», spiegava Shabbar Abbas al cronista. Quando gli viene chiesto un recapito telefonico per provare a raggiungere Saman, l’uomo aveva risposto così: «La sento su Instagram, non ha il cellulare».

Il padre di Saman, poi, aveva spiegato: «Siamo venuti subito in Pakistan perché una mia sorella si è sentita male. Torno in Italia il 10 giugno».

 

da Leggo