Cronaca

Giallo a Roma, muore nella sua casa l’unico testimone dell’omicidio di Mario Cerciello

Morto in casa. L’unico testimone oculare dell’omicidio del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, infatti, è stato trovato cadavere dentro alla sua abitazione nel quartiere Marconi. La macabra scoperta del corpo senza vita del 49enne Sergio Brugiatelli, il cui nome era oramai legato alla vicenda del sottufficiale dei Carabinieri assassinato con undici coltellate da Finnegan Lee Elder e dal suo complice Gabriel Natale Hjorth (condannati in primo grado entrambi all’ergastolo), è stata fatta da un parente in di via dei Prati di Papa.
La notizia del decesso, avvenuto a fine settembre, si è saputa casualmente attraverso alcuni residenti della zona ma nulla è trapelato dagli ambienti giudiziari.

La notte tra il 25 e il 26 luglio del 2019 viene ucciso a Roma Mario Cerciello Rega, vicebrigadiere in servizio alla caserma dei Carabinieri di piazza Farnese. Fatali per il militare undici coltellate inferte dopo una colluttazione con due ragazzi americani in vacanza nella Capitale, arrestati in albergo poche ore dopo: Lee Finnegan Elder e Gabriel Natale-Hjorth, 19enni. Nel febbraio 2020 comincia il processo contro i due giovani e il 5 maggio 2021 arriva la sentenza di primo grado: ergastolo per entrambi

Mario Cerciello Rega, 35 anni, nato e cresciuto a Somma Vesuviana, lavorava da alcuni anni a Roma presso la stazione dei carabinieri a piazza Farnese. Si era sposato da poco ed era appena rientrato dal viaggio di nozze

L’omicidio avviene nel quartiere Prati e la vicenda fin dalle sue prime fasi mostra contorni poco chiari. Dalle prime ricostruzioni tutto sarebbe avvenuto per questioni di droga: una compravendita non andata a buon fine, il furto di uno zaino e l’organizzazione di uno scambio, l’intervento dei carabinieri finito nel peggiore dei modi. Secondo le ricostruzioni Elder avrebbe accoltellato Cerciello, mentre Hjorth lo avrebbe aiutato a nascondere l’arma