Apertura

De Luca tuona sulle scuole: “Riapriamole a Febbraio”

“Nel quadro attuale di diffusione del contagio fra i giovanissimi,ย mi parrebbe una misura equilibrata e di grande utilitร  il semplice rinvio del ritorno a scuola.

Prendere 20/30 giorni di respiro, consentirebbe di raffreddare il picco di contagio, che avrร  a gennaio probabilmente un’altra spinta, e di sviluppare la piรน vasta campagna di vaccinazione possibile per la popolazione studentesca”.

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Cosรฌ il governatore campanoย Vincenzo de Luca. “Non sarebbe una misura ideale – dice – ma consentirebbe di riprendere a breve le lezioni in presenza con maggiore serenitร  per gli alunni, per le famiglie, per il personale scolastico”.

“In relazione alla riapertura delle scuole, sento circolare l’ipotesi di tenere a casa i bambini non vaccinati – aggiunge – . Mi sembrerebbe una misura tanto odiosa e discriminatoria, quanto ingestibile. Credo che si debbano prendere misure semplici ed equilibrate, con l’obiettivo di aprire le scuole in presenza quanto prima e per sempre”.

Sulla scuola “porteremo una proposta al Tavolo nazionale delle Regioniย che modifica le regole rispetto alla durata delle quarantene e di chi dovrร  farle, rispetto alla situazione vaccinale”. Lo ha affermato il presidente del Venetoย Luca Zaia. “Sarร  una decisione del Tavolo nazionale – ha aggiunto – su cui non posso dare anticipazioni, ma verrร  presa da tutti. Soprattutto per le superiori le percentuali di vaccinazione sono molto alte, per cui riusciamo a gestire le presenze in maniera migliore”, ha concluso.

Ed รจ scontro nella maggioranza sull’ipotesi, al vaglio del governo e sostenuta dalle regioni, di una modifica delle regole su Dad e quarantena in vista del rientro in classe dopo le vacanze di Natale.ย Gli istituti sono pronti a ripartire tra il 7 e il 10 gennaio, ma in alcuni territori la riapertura slitterร  a causa dei contagi. Anche per questo il Governo studia regole diverse soprattutto alle elementari e in prima media, visto l’avvio della campagna vaccinale 5-11.

Dopo la proposta delle Regioni, che trova molti punti d’intesa con l’Esecutivo, sembra molto probabile che anche per le scuole elementari e la prima media – cosรฌ come giร  succede per quelle successive – si possa prevedere,ย nel caso di due studenti risultati positivi in una classe, solo l’autosorveglianza di cinque giorniย (con test a 10 giorni) per i ragazzi vaccinati (o guariti negli ultimi tre mesi) e la quarantena di 10 giorni con Dad (quest’ultimo caso laddove previsto) per i non vaccinati.ย Con tre contagi in una sola classe, sarebbe poi la Asl a valutare ulteriori provvedimenti come la sospensione dell’attivitร  in presenza.ย Nelle scuole dell’infanzia resterebbe invece la quarantena di dieci giorni per tutti con tampone con un solo caso positivo. Valutazioni, queste ultime, che potrebbero approdare al Cdm del prossimo 5 gennaio.

Ma i sindacati sono in allarme:ย “La ripresa delle attivitร  didattiche non deve riprodurre modelli che giร  si sono rivelati ingestibili. Ricordo con molta preoccupazione l’esperienza delle lezioni organizzate in parte in presenza e in parte a distanza. Un modello organizzativo che non ha mai garantito la qualitร  della proposta formativa. Chi segue in classe ha bisogno di tutta l’attenzione dell’insegnante. Chi invece รจ in Ddi ha tempi diversi e necessita di proposte piรน essenziali. Non si possono bloccare i bambini o gli studenti in quarantena per 5 ore davanti al Pc”. Lo dice all’ANSA la segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi.

‘No’ dei presidi ai non vaccinati in Dad:ย “Era stato annunciato che sarebbero stati organizzati hub per fare tamponi agli studenti in vista della riapertura delle scuole. Sarebbe questa la misura da attuare, la cosa migliore dopo le feste, ma a pochi giorni dalla riapertura non ne abbiamo contezza. Noi come Anpย siamo contrari a mettere in Dad i ragazzi non vaccinati perchรฉ sarebbe una discriminazione.ย Se la proposta รจ questa o rimandare gli ingressi vuol dire che la scuola farร  le spese di una serie di mancanze. Di questo passo si rischia la distruzione del settore” Lo dice all’ANSA il presidente dell’associazione presidi di Roma Mario Rusconi.

E anche nel governo partono le voci in dissenso:ย “Non si puรฒ pensare di discriminare i bambini, prevedendo per alcuni la dad e per altri la frequenza in presenza. Si continui ad investire risorse per la sicurezza, anzi si aumentino le risorse per la scuola, e si migliori il protocollo affinchรฉ sia piรน efficace. Ma le scuole devono restare aperte!”. Lo dice la sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia.ย “Preservare la didattica in presenza per i nostri studenti รจ sempre stata una prioritร  del Governo. Un principio sacrosanto a cui dobbiamo tener fede anche per la seconda parte dell’anno scolastico. La campagna di vaccinazione per i piรน piccoli รจ appena partita e inasprire i protocolli su contagi e quarantene ci esporrebbe al rischio di eccessive penalizzazioni. Non possiamo permetterci di relegare in Dad milioni di studenti. La risposta non puรฒ essere sacrificare il diritto all’istruzione di milioni di studenti. Su questo siamo pronti a far sentire forte la nostra voce”. Cosรฌ il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso (Lega).

Il Presidente della Conferenza delle Regioni , Massimiliano Fedriga – che ha incontrato venerdรฌ 31 dicembre Bianchi e Speranza – assicura: “si tratta di ipotesi di intervento che, sulla falsariga di quanto รจ stato fatto con l’ultimo decreto, alleggeriscono anche il mondo della scuola sul fronte dei protocolli, delle quarantene e dei tamponi attualmente previsti.

Sono proposte tecniche che – aggiunge – vogliamo approfondire e condividere con l’Esecutivo per proteggere gli ospedali gravati sempre piรน da ricoveri e permettere una ripresa dell’anno scolastico in presenza, considerando l’andamento della curva epidemica che appare trainato proprio da una progressione importante nella fascia che va da 6 a 13 anni”.

E dopo l’obbligo vaccinale per il personale scolastico (scattato il 15 dicembre scorso) la prossima misura certa con la ripartenza della scuola nel 2022ย sarร  l’utilizzo delle Ffp2 da parte degli insegnanti nella scuola dell’infanzia, cosรฌ come in quelle classi delle primarie e secondarie dove ci sono alunni che non hanno la mascherina perchรฉ esentati per specifici motivi. Ma queste nuove restrizioni, con la campagna vaccinale 5-11 cominciata solo due settimane fa e ancora a rilento (senza alcuna dose ancora l’88,4%, secondo l’ultimo report), potrebbero non bastare.

Il governatore campano Vincenzo De Luca valuta l’ipotesi di chiudere le scuole elementari in presenza per un mese – e quindi con lezioni in Dad – per procedere con le somministrazioni e consentirne la riapertura in sicurezza. “In questo momento – dice De Luca – il grosso del contagio del Covid riguarda le etร  di 5-11 anni e 0-16 anni. Sembrerebbe giusto usare un mese per ampliare la vaccinazione per i bimbi piccoli e riaprire gli istituti in sicurezza”.

Posticipato a lunedรฌ 10 gennaio il rientro ai nidi e alle scuole dell’infanzia comunali nel Comune di Siena “a seguito dell’evolversi della situazione pandemica cittadina e dei provvedimenti di quarantena che coinvolgono il personale scolastico e diverse sezioni bolla dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali” mente slitta al 10 gennaio anche la riapertura delle scuole in Abruzzo, secondo un’ordinanza regionale che dispone la sospensione delle attivitร  didattiche il 7 e 8 gennaio.