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Blitz anti-camorra nel Nolano: 44 arresti. Patto Russo-Licciardi su scommesse e voto di scambio

by Pietro Di Marco
17/11/2025
in Cronaca
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Blitz anti-camorra nel Nolano: 44 arresti. Patto Russo-Licciardi su scommesse e voto di scambio
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Operazione nel Nolano: 44 misure cautelari. Svelato il patto tra i clan Russo e Licciardi per il controllo di scommesse, racket e voti.

Una vasta operazione anti-camorra ha scardinato un radicato sistema di controllo criminale nell’area Nolana, basato su un patto decennale tra il clan Russo, egemone nell’area, e il clan Licciardi di Napoli. L’inchiesta ha portato a 44 arresti (34 persone in carcere e 10 ai domiciliari), svelando un controllo capillare del territorio che spaziava dal racket sulle forniture al settore immobiliare, fino alla gestione delle agenzie di scommesse e all’infiltrazione politica.

Come spiegato dal procuratore Gratteri al termine delle indagini dei PM Toscano e Woodcock, questa “è una inchiesta che dimostra il radicamento del clan”.

Il patto sulle scommesse: “Doppio binario”

Il cuore dell’accordo tra i Russo e i Licciardi era la gestione del gioco e delle scommesse, sia autorizzate che illegali. L’alleanza prevedeva una spartizione precisa dei compiti:

  • I Licciardi agivano come fornitori delle piattaforme di gioco online, allocate su server stranieri.
  • I Russo si occupavano della riscossione finale delle giocate sul territorio.

Il sistema operava su un “doppio binario”, utilizzando siti con estensione “.it” per il gioco apparentemente legale e siti “.com” per quello clandestino.


L’ombra del patto politico-mafioso su due comuni

L’indagine ha fatto emergere un presunto patto politico-mafioso per condizionare il voto in due comuni dell’area Nolana. Nel mirino sono finite le elezioni comunali di Cicciano (maggio 2023) e quelle di Casamarciano (giugno 2022).

Lo schema prevedeva uno scambio di promesse tra candidati e membri del clan, che si attivavano per il procacciamento di voti. Secondo gli inquirenti, gli incontri non avvenivano direttamente tra politici e boss, ma attraverso l’intermediazione di “soggetti puliti” che fungevano da tramite.

A Cicciano risultano indagati consiglieri e amministratori, mentre a Casamarciano sono coinvolti consiglieri comunali di minoranza. Tra gli arrestati figura anche un candidato a una lista civica a Monteforte.


Il volto “pulito” del clan e le intimidazioni

L’inchiesta evidenzia l’evoluzione della camorra, capace di infiltrarsi anche in contesti apparentemente legali. Spicca la figura di uno dei rampolli della famiglia Russo, un giovane laureato in Ingegneria, che aveva preso servizio in un ufficio di intermediazione. Dietro un lavoro “apparentemente pulito”, sosteneva in realtà gli interessi economici del clan.

L’operazione ha inoltre confermato le pressioni sul settore immobiliare, come il tentativo di indirizzare un addetto alle vendite della Curia a cedere un terreno da 500mila euro a una società del clan. A fronte di numerose estorsioni, le autorità hanno sottolineato l’allarmante dato delle “zero denunce” da parte delle vittime.

L’unica denuncia è arrivata da una donna dell’ufficio tecnico di Nola, che si è recata dalle forze dell’ordine dopo essere stata avvicinata da un politico locale con la frase minacciosa: “Stai attenta a come ti comporti”.

Pietro Di Marco

Pietro Di Marco

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