Rompe il silenzio Sharon Scarpati, la figlia di Aniello Scarpati, l’assistente capo della Polizia di Stato travolto e ucciso nella notte tra venerdì e sabato a Torre del Greco. L’agente, in pattuglia con il collega Ciro Cozzolino, è stato vittima di un violento impatto causato da Tommaso Severino, 28enne risultato positivo ad alcol e sostanze stupefacenti. In un momento di dolore assoluto, Sharon affida ai media un messaggio di orgoglio e una ferma richiesta di giustizia, partendo da uno struggente post social: “Seguirò le tue orme da eroe con orgoglio. Ciao infinito amore”.
L’Appello di Sharon: “Mio Padre Ucciso dal Non Amore”
Nonostante il momento sia “molto delicato”, Sharon Scarpati sceglie di parlare perché crede nella necessità di un cambiamento. Identifica la radice della tragedia in quello che definisce “il non amore”: una mancanza di rispetto per la propria vita e per quella degli altri. “A portare via mio padre è stato il non amore… per come sono stata cresciuta dalla mia famiglia, il non amore è un concetto astratto”, spiega la giovane. È un appello a una società più sensibile al “rispetto della vita che è un dono”. Sorprendentemente, verso l’uomo che ha causato la morte del padre, la ragazza ammette di non provare nulla: “Non provo emozioni… era scritto nei piani di Dio”. Un senso di ineluttabilità che la aiuta a concentrarsi sul fatto che suo padre “sta con Gesù, quindi che sta meglio lui”.
“Vogliamo Giustizia, l’Irresponsabilità Deve Pagare”
Questa apparente rassegnazione non va confusa con la rassegnazione alla legge. Sharon Scarpati, pur senza odio, è esigente sulla giustizia. “Sì, vogliamo giustizia, per questo sono qui a parlare. Io voglio che la persona che ha ucciso mio padre paghi”. La figlia del poliziotto invoca la responsabilità individuale: “Non si può vivere una vita senza regole… gli sbagli si pagano. Dobbiamo tutti imparare a prenderci le proprie responsabilità”. Per Sharon non ci sarà mai un risarcimento economico in grado di alleviare un dolore che “si spegnerà con me quando morirò”, ma la giustizia deve fare il suo corso “senza perdere troppo tempo… È impensabile che l’irresponsabilità vinca”.
L’Ultimo Saluto e il Ricordo di un Eroe
Sharon, studentessa di Lingue all’Orientale, ora vede i suoi piani futuri “in bilico”. Sognava di “arrivare il più alto possibile”, come desiderava il padre, ma al tempo stesso sentiva già il richiamo di voler seguire le sue orme. Un futuro interrotto, così come l’ultimo dialogo con il padre, venerdì sera. “Stavo uscendo e lui mi ha detto: mi raccomando stai attenta. E lui stava andando a lavoro e mi ha detto: speriamo che passi presto questa notte e senza troppi problemi”. Quella notte, invece, è stata fatale. Aniello Scarpati, ricorda la figlia, “era un grande papà” e un uomo fiero di essere un “servitore dello Stato”. “Amava fare il suo lavoro”, conclude Sharon, “per lui la polizia è stata un riscatto personale”.
