Una serata tra amici trasformatasi in incubo, un allontanamento misterioso e poi il tragico epilogo nelle acque gelide del torrente. Nizza Monferrato, in provincia di Asti, si è svegliata nell’orrore questa mattina. Zoe Trinchero, una ragazza di soli 17 anni, è stata trovata senza vita nella notte di sabato 7 febbraio. Quello che inizialmente poteva sembrare un incidente, con il passare delle ore ha assunto i contorni foschi di un delitto: la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio.
Il macabro ritrovamento nel Rio
L’allarme è scattato intorno alla mezzanotte. A notare qualcosa di anomalo è stato un residente della zona che, affacciandosi alla finestra di casa, ha scorto una sagoma galleggiare vicino alla riva del Rio Nizza. L’uomo è sceso immediatamente in strada per verificare, imbattendosi in una scena straziante: un gruppo di giovani, gli amici di Zoe, la stavano già cercando disperatamente.
I ragazzi si erano accorti della sua assenza e, non ricevendo risposte al telefono, avevano iniziato a setacciare la zona. I tentativi di rianimazione, prestati prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco e del 118, si sono rivelati purtroppo inutili. Per Zoe non c’era più nulla da fare.
I segni di violenza: ipotesi strangolamento
Le prime analisi medico-legali effettuate sul corpo della diciassettenne hanno impresso una svolta drammatica alle indagini. Secondo le indiscrezioni trapelate, sul cadavere sarebbero stati riscontrati segni compatibili con un trauma cranico e, elemento ancor più inquietante, tracce che farebbero pensare a uno strangolamento. Non una caduta accidentale, dunque, ma un’aggressione brutale.
Gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire il “buco” temporale tra l’ultimo avvistamento di Zoe e il ritrovamento del corpo. La ragazza aveva passato la serata in compagnia, poi si era allontanata per motivi ancora da chiarire. Chi ha incontrato in quei minuti fatali?
La pista del giovane interrogato e rilasciato
Nella notte, le voci in paese si sono rincorse velocemente, indicando un possibile sospettato. I Carabinieri hanno rintracciato e portato in caserma un giovane del posto, noto per avere alcuni problemi psichici, il cui nome era circolato con insistenza tra i cittadini. L’uomo è stato ascoltato a lungo dagli inquirenti per verificare la sua posizione e i suoi spostamenti.
Tuttavia, al termine dell’interrogatorio, non è stato emesso alcun provvedimento di fermo nei suoi confronti e il giovane è stato rilasciato. Al momento, dunque, non ci sono indagati ufficiali, ma le indagini proseguono a ritmo serrato.
Telecamere al setaccio
I Carabinieri stanno acquisendo in queste ore i filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona. L’obiettivo è individuare chi fosse presente nei pressi del Rio nell’arco temporale della scomparsa e capire se Zoe sia stata seguita o se avesse un appuntamento con qualcuno. Ogni frame potrebbe essere decisivo per dare un volto all’assassino di una diciassettenne che aveva tutta la vita davanti.
