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Tutti gli Uomini di Spallettone

TUTTI GLI UOMINI DI SPALLETTONE.

 

Lasciamo le valutazioni tecnico-tattiche a chi ne ha più competenza. Per un appassionato, un tifoso, cosa resta di questo Lazio-Napoli? Restano due momenti molto emozionanti e meritevoli di approfondimento: gli ultimi 5 minuti di partita, e l’intervista rilasciata a caldo dal nostro Allenatore a DAZN.

Per chi come lo scrivente capisce poco di calcio, lo segue per passione, non è stata una partita piacevole, il primo tempo ha riportato alla memoria i fantasmi del passato recente. Anche il goal è sembrato il risultato di un tasso qualitativo nettamente superiore piuttosto che il frutto di una prestazione esaltante. Però poi arriva il minuto 88, da lì un furore agonistico eccitante, la chiara, ferrea volontà di non piegarsi a quel risultato così maturato. Sono sette minuti di pura goduria per chi ama questi colori, sette minuti che scaldano il cuore ed accendono la speranza.

Sette minuti cui fa immediato riferimento Mister Spalletti, imponente nella difesa dei suoi calciatori contro un ambiente talora ostile, spesso scettico. Non ha torto Spalletti, ha conosciuto questa squadra la scorsa estate, ha avuto modo di apprezzare le qualità tecniche e lo spessore umano di questi calciatori. Dopo l’annata 2020/21 è stato capace di rigenerare l’ambiente, portare risultati e dignità. E certamente conosce questi uomini meglio di noi tifosi. Un discorso da leader vero da parte di chi sta provando a farci coltivare un sogno.

Però a Spalletti mancano dei passaggi. Spalletti forse dimentica cosa siano stati gli ultimi anni, quelli dell’ammutinamento, quelli di Napoli-Verona, una delusione forse meno cocente solo del fatto che nessuno sia mai venuto a dare una spiegazione. Sia chiaro, nessuno vuole trovare un colpevole nei Calciatori, lo spessore umano descritto da chi li conosce personalmente non può essere messo in discussione dall’esterno. Allo stesso modo, Mister Spalletti dovrebbe comprendere il mood di una tifoseria spesso delusa soprattutto negli atteggiamenti piuttosto che nei risultati.

Ed allora è giusto scusarsi con Spalletti, dare credito a questo nuovo corso, un nuovo corso credibile, ma è altrettante ragionevole pretendere non lo scudetto, non il risultato, ma un atteggiamento, un comportamento che rispecchino gli ultimi 7 minuti di Lazio-Napoli.