Cronaca

Tragedia a La Spezia: è morto il 19enne accoltellato in classe. Il presunto killer aveva postato la foto dell’arma in chat

istituto domenico chiodo La Spezia

Le speranze si sono spente in serata, lasciando spazio solo al dolore e allo sgomento. Non ce l’ha fatta il giovane studente di 19 anni, italiano di origini egiziane, che questa mattina era stato vittima di una brutale aggressione tra i banchi dell’Istituto Professionale Einaudi-Chiodo” di La Spezia. Quello che era iniziato come un venerdì di lezione si è concluso come una delle pagine più nere della scuola italiana.

L’ASL 5 spezzina ha confermato il decesso poche ore fa: troppo gravi le ferite riportate. Il fendente, sferrato con una lama di oltre venti centimetri, aveva devastato fegato, diaframma e polmone. Nonostante un disperato intervento chirurgico e il trasferimento in rianimazione, il cuore del ragazzo ha smesso di battere, trasformando l’accusa per l’aggressore da lesioni gravissime a omicidio volontario.

L’orrore in classe: la ricostruzione dei fatti

La dinamica dell’accaduto, ricostruita dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di La Spezia, descrive una scena agghiacciante, quasi un’esecuzione a freddo. Tutto ha avuto inizio intorno alle 11:50, durante la seconda ricreazione. Nei bagni dell’istituto scoppia un violento diverbio tra la vittima e un coetaneo, anch’esso 19enne.

Sembrava finita lì. Al suono della campanella, la vittima rientra in classe, visibilmente scossa ma convinta di essere al sicuro. Si siede al suo banco mentre il professore riprende la lezione. Pochi minuti dopo, però, l’incubo si materializza: il rivale fa irruzione nell’aula. Non è venuto per parlare. In mano stringe un coltello da cucina. Davanti agli occhi terrorizzati di docenti e compagni, si scaglia contro il giovane, colpendolo con violenza al costato sinistro.

Il caos è totale. Mentre l’aggressore viene bloccato (e successivamente arrestato dalla Polizia), la vittima si accascia in una pozza di sangue. La corsa in codice rosso all’ospedale Sant’Andrea, la sala operatoria, la speranza appesa a un filo: tutto inutile.

Il movente e quella foto inquietante nella chat

Perché tanta violenza? La Questura, in una nota ufficiale, parla di “diverbio forse per questioni sentimentali”. Dietro la furia omicida ci sarebbe dunque la gelosia, forse una ragazza contesa o una relazione finita male. Un movente futile che ha distrutto due vite giovanissime.

Ma c’è un dettaglio che rende la vicenda ancora più oscura e che fa propendere per la premeditazione. Secondo le indiscrezioni riportate da La Nazione, poco prima o subito dopo l’aggressione, nella chat di classe sarebbe circolata una foto. Un’immagine scattata da un compagno che ritraeva l’arma del delitto: un coltello dalla lama lunga e affilata. L’aggressore è arrivato a scuola armato? Aveva pianificato tutto da casa? Sono domande a cui gli inquirenti dovranno dare risposta nelle prossime ore.

Lo shock della comunità e le parole del Ministro

L’Istituto Einaudi-Chiodo è sotto shock. Le lezioni sono state sospese e molti genitori, appresa la notizia dai figli via messaggio, si sono precipitati fuori dai cancelli in lacrime. La Polizia Scientifica ha lavorato per ore nell’aula, blindata come una scena del crimine.

Dura la reazione delle istituzioni. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso vicinanza alla famiglia (ancora prima della notizia del decesso), definendo l’episodio “di una gravità assoluta”. “La scuola è impegnata a trasmettere valori e insegnare il rispetto”, ha dichiarato il Ministro, “episodi di questo genere non devono trovare spazio nella nostra società”.

Stasera, però, restano solo il silenzio e un banco vuoto. La Spezia piange un ragazzo di 19 anni, ucciso nel luogo che doveva proteggerlo e formarlo per il futuro.