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Il Teatro Sannazaro: La Storia della “Bomboniera” di Napoli che Risorse dalle Ceneri grazie a una Donna

La storia del Teatro Sannazaro

Nel cuore pulsante di Napoli, incastonato nell’elegante via Chiaia a pochi passi dal lungomare, si nasconde un gioiello che brilla di luce propria da oltre un secolo e mezzo. Non è solo un palcoscenico, è un tempio laico della napoletanità. Stiamo parlando della storia del Teatro Sannazaro, affettuosamente ribattezzato dai napoletani “La Bomboniera” per la sua eleganza raffinata, i suoi stucchi dorati e quel velluto rosso che ha accolto generazioni di spettatori.

Ma la vita di questo teatro non è stata sempre una favola scintillante. È una storia di ascesa, caduta rovinosa e miracolosa resurrezione, legata indissolubilmente alla forza di una donna: Luisa Conte. Scopriamo insieme come questo luogo è diventato il simbolo della resistenza culturale di una città intera.

Le Origini: La Nascita della “Bomboniera” di Via Chiaia

Tutto ebbe inizio nella seconda metà dell’Ottocento. Napoli era una capitale culturale in fermento e la borghesia richiedeva nuovi spazi di ritrovo. Il Teatro Sannazaro aprì i battenti la sera del 26 dicembre 1874. Il progetto fu affidato all’architetto Fausto Niccolini, lo stesso che aveva lavorato al Teatro San Carlo: una garanzia di sfarzo e acustica perfetta.

Dedicato al poeta umanista Jacopo Sannazaro, il teatro si impose subito come il salotto buono della città. Non era immenso come il San Carlo, ma era intimo, lussuoso, decorato con un gusto che richiamava i teatri parigini. Era il luogo dove farsi vedere, dove le dame sfoggiavano i gioielli e i gentiluomini discutevano di politica tra un atto e l’altro. Ma la vera magia accadeva sul palco.

L’Era di Eduardo Scarpetta e la Grande Commedia

Se le mura potessero parlare, racconterebbero le risate scatenate dal più grande riformatore del teatro napoletano: Eduardo Scarpetta. Fu proprio al Sannazaro che il padre dei De Filippo trovò la sua casa artistica ideale. Qui, il personaggio di Felice Sciosciammocca prese vita, soppiantando la vecchia maschera di Pulcinella e portando in scena la borghesia napoletana con i suoi vizi e le sue virtù.

Il 1889 fu un anno cruciale: al Sannazaro debuttò ‘Na santarella, il capolavoro di Scarpetta. Il successo fu tale che, si narra, con gli incassi della commedia Scarpetta riuscì a costruirsi la sua celebre villa al Vomero, che chiamò appunto “La Santarella”. In quegli anni, il Sannazaro non era solo un teatro: era il cuore pulsante della creatività partenopea, ospitando prime assolute che avrebbero fatto la storia della drammaturgia italiana.

Il Declino: Dal Palcoscenico al Cinema a Luci Rosse

Come in ogni dramma che si rispetti, dopo l’apice arriva la caduta. Con l’avvento del fascismo, la Seconda Guerra Mondiale e il cambiamento dei gusti del pubblico, il teatro iniziò un lento declino. La prosa lasciava spazio all’avanspettacolo e, successivamente, alla crisi più nera.

Negli anni ’50 e ’60, la gloriosa “Bomboniera” subì l’umiliazione peggiore per un luogo d’arte: fu trasformata in un cinema. E non un cinema qualunque, ma una sala di terza visione che proiettava film di bassa lega. Gli stucchi si annerirono, il velluto si logorò, la polvere coprì l’oro delle balconate. Sembrava la fine ingloriosa di un mito, destinato a diventare un magazzino o un supermercato, come accaduto a tanti altri teatri storici italiani.

La Rinascita: Il Miracolo di Luisa Conte

Ma il destino del Sannazaro doveva incrociare quello di una donna straordinaria: Luisa Conte. Attrice verace, amata dal popolo, Luisa aveva un sogno folle: restituire quel teatro alla sua città. Nel 1971, insieme al marito Nino Veglia, compì un gesto coraggioso e quasi sconsiderato. Investì tutti i suoi risparmi, si indebitò fino al collo e rilevò la struttura fatiscente.

I lavori di restauro furono titanici. Si racconta che Luisa stessa, smessi i panni dell’attrice, lavorasse con gli operai per scrostare i muri e lucidare gli ottoni. Voleva che la “Bomboniera” tornasse a splendere esattamente come nel 1874.

Il miracolo si compì il 12 novembre 1971. Il sipario si rialzò su Annella di Porta Capuana. Fu un trionfo. Napoli rispose con amore travolgente, e da quel giorno Luisa Conte divenne l’anima, la custode e la regina del Sannazaro. Sotto la sua direzione, il teatro tornò a essere il tempio della tradizione, recuperando i testi di Petito, Viviani e Scarpetta, ma con una freschezza nuova.

Il Presente e il Café Chantant: Innovazione nella Tradizione

Dopo la scomparsa di Luisa Conte nel 1994, il timone è passato nelle mani della nipote, Lara Sansone, che insieme alla famiglia ha saputo raccogliere un’eredità pesante trasformandola in opportunità. Oggi, il Teatro Sannazaro non è solo un museo della memoria, ma un Centro di Produzione Teatrale vivo e dinamico.

Una delle intuizioni più felici degli ultimi anni è stata la riscoperta del Café Chantant. Trasformando la platea in un elegante caffè della Belle Époque, con tavolini al posto delle poltrone, il Sannazaro offre spettacoli immersivi che fondono musica, danza e recitazione, rompendo la quarta parete e coinvolgendo il pubblico in un’esperienza multisensoriale unica in Italia.

Il Sannazaro oggi ospita rassegne di drammaturgia contemporanea, progetti per le scuole e festival internazionali, dimostrando che la tradizione napoletana non è cenere da custodire, ma fuoco da alimentare.

Perché visitare il Teatro Sannazaro oggi

Entrare al Sannazaro significa fare un viaggio nel tempo. Le decorazioni, recuperate con amore maniacale, restituiscono l’atmosfera della Napoli ottocentesca. Ma è anche un atto di supporto alla cultura indipendente. In un’epoca dominata dal digitale, sedersi su quelle poltrone rosse significa partecipare a un rito collettivo che resiste da 150 anni.

Che si tratti di una classica commedia napoletana o di uno spettacolo sperimentale, la “Bomboniera” di via Chiaia mantiene la sua promessa: regalare emozioni autentiche, sotto lo sguardo benevolo (si dice che il suo spirito aleggi ancora tra i palchi) della grande Luisa Conte.


FAQ: Domande Frequenti sul Teatro Sannazaro

Per conoscere meglio i dettagli pratici e le curiosità su questo storico teatro napoletano, ecco le risposte alle domande più cercate dagli utenti.

Dove si trova il Teatro Sannazaro?

Il teatro è situato in Via Chiaia 157, nel cuore di Napoli, a pochi passi da Piazza del Plebiscito e dal lungomare Caracciolo.

Perché il Teatro Sannazaro è chiamato “La Bomboniera”?

Viene soprannominato “La Bomboniera” per le sue dimensioni raccolte, la ricchezza delle decorazioni in oro e velluto rosso e l’atmosfera intima ed elegante che ricorda le scatole di dolci preziosi dell’Ottocento.

Chi ha salvato il Teatro Sannazaro dal degrado?

Il teatro fu salvato da Luisa Conte e dal marito Nino Veglia, che lo acquistarono e ristrutturarono nei primi anni ’70, riportandolo all’antico splendore dopo anni in cui era stato trasformato in un cinema.

Cos’è il Café Chantant del Sannazaro?

È uno spettacolo iconico del teatro, ideato da Lara Sansone, che rievoca le atmosfere della Belle Époque napoletana e parigina, con musica dal vivo, ballerini e sketch comici, spesso fruito seduti ai tavolini allestiti in platea.

Qual è la capienza del Teatro Sannazaro?

Il teatro dispone di circa 500 posti, distribuiti tra platea e due ordini di palchi, mantenendo un’acustica eccellente e una visibilità ottima da ogni angolazione.