La recente scomparsa di Paolo Cirino Pomicino, uno dei volti più iconici della Prima Repubblica, lascia un vuoto nel panorama della strategia politica italiana. Ma tra i faldoni della sua lunga carriera, emerge con forza un’eredità critica pesante: il suo rapporto con Daniela Santanchè. In un’intervista profetica rilasciata poco prima della sua dipartita, “O’ Ministro” non aveva usato giri di parole per descrivere la parabola politica della Ministra del Turismo, oggi ancora al centro di bufere giudiziarie e politiche.
Paolo Cirino Pomicino morto: il testamento morale su Daniela Santanchè
L’uomo che ha incarnato il potere della Democrazia Cristiana è stato, paradossalmente, lo stesso che ha tenuto a battesimo la carriera della Santanchè. Tuttavia, negli ultimi anni, il legame si era spezzato sotto il peso degli scandali societari, a partire dal crac KiGroup, dove Pomicino aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente.
“Daniela si dimetta”, era stato l’ultimo appello accorato di Pomicino. Un consiglio non richiesto ma dettato da quella “vecchia scuola” politica che metteva la dignità delle istituzioni davanti all’ambizione personale. Secondo l’ex ministro, il passo indietro sarebbe stato l’unico modo per preservare la propria onorabilità e quella del partito di appartenenza, Fratelli d’Italia.
Il caso KiGroup e la rottura definitiva
Il rapporto tra i due non era solo politico, ma affondava le radici in una frequentazione decennale. Eppure, davanti ai documenti e alle testimonianze sul caso delle società della Ministra, Pomicino si era detto incredulo. “Stento a credere a quello che ho visto e sentito”, confessava a Repubblica, marcando una distanza siderale da quella che un tempo era la sua “allieva”.
La tensione non riguardava solo l’opposizione, ma investiva la stessa maggioranza. Già nel 2023, Lega e Forza Italia avevano mostrato segni di insofferenza, nonostante la difesa ad oltranza garantita dal partito di Giorgia Meloni. Pomicino, da fine osservatore, aveva previsto che la resistenza della Santanchè sarebbe stata un peso per l’intero esecutivo.
L’aneddoto del “cazzotto” e la scalata al potere
Per capire chi sia davvero la Ministra del Turismo, Pomicino amava raccontare un episodio degli anni Novanta, lontano dai palazzi romani ma emblematico del carattere della “Pitonessa”. Durante un concorso di cucina organizzato dalla stessa Santanchè, Pomicino sedeva in giuria.
“Assaggiai un piatto e dissi: ‘Che schifezza’. Daniela mi diede un cazzotto dietro la schiena sussurrandomi di stare zitto perché il piatto era il suo.”
Quell’episodio si concluse con la vittoria della Santanchè stessa, un trionfo che spinse l’allora compagno Mazzaro a commentare con amarezza: “La tua amica non conosce la vergogna”. Una frase che Pomicino ha portato con sé fino agli ultimi giorni, considerandola la sintesi perfetta della determinazione, a tratti spregiudicata, della Ministra.
Dalla DC ad Alleanza Nazionale: l’ombra di Pomicino dietro i discorsi
Pomicino è stato il vero ghostwriter della Santanchè. Fu lui a introdurla nei salotti che contano, presentandola a Silvio Berlusconi e portandola a Capri al cospetto di Giulio Andreotti. Ma il suo aiuto andava oltre le pubbliche relazioni: Pomicino scriveva i discorsi per lei, incluso quello storico intervento a un congresso di Alleanza Nazionale dove la Santanchè si scagliò contro le quote rosa.
Questa capacità di “dire cose in cui non crede” o di difendere l’indifendibile era, secondo Pomicino, il più grande talento e, al tempo stesso, il limite invalicabile della Ministra. Oggi, con la morte di Pomicino, scompare l’ultimo testimone di una genesi politica nata all’ombra del potere democristiano e trasformatasi in un caso nazionale.
FAQ: Paolo Cirino Pomicino e il caso Santanchè
Qual era il rapporto tra Pomicino e la Santanchè?
Paolo Cirino Pomicino è stato il mentore politico di Daniela Santanchè negli anni ’90, introducendola a Silvio Berlusconi e scrivendo per lei i primi discorsi politici. Il rapporto si è interrotto bruscamente a causa di divergenze personali e degli scandali legati a KiGroup.
Cosa disse Pomicino sulle dimissioni della Santanchè?
Pomicino suggerì pubblicamente alla Ministra di dimettersi per tutelare la propria dignità e quella del suo partito, ritenendo indifendibile la sua posizione dopo le inchieste giornalistiche e giudiziarie sulle sue società.
Cos’è il caso KiGroup citato da Pomicino?
KiGroup è una società di distribuzione di prodotti biologici di cui la Santanchè è stata proprietaria e Pomicino vicepresidente. La società è finita al centro di un’indagine per bancarotta e mancato pagamento dei TFR ai dipendenti.
Perché Pomicino definiva la Santanchè una donna che “non conosce vergogna”?
L’espressione, riferita originariamente dal compagno della Santanchè a Pomicino dopo un concorso di cucina truccato, è stata usata dall’ex ministro per descrivere la capacità della politica di ignorare le critiche e proseguire sulla propria strada anche davanti all’evidenza.
