Dall’interrogatorio fiume nella caserma dei Carabinieri emerge l’orrore nella sua forma più lucida e agghiacciante. L’uomo di 50 anni che ha sterminato la sua famiglia a Paupisi, in provincia di Benevento, ha confessato. Davanti al magistrato, ha ricostruito con freddezza le tappe di una strage nata, secondo le sue parole, da una gelosia ossessiva che non gli dava pace. Una confessione che delinea i contorni di un femminicidio premeditato e di una violenza inaudita sui propri figli.
La ricostruzione
Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe agito nella notte, mentre la moglie, Elisa Polcino, dormiva. L’avrebbe colpita mortalmente alla testa con una grossa pietra, senza lasciarle alcuna possibilità di difesa. Un delitto pianificato, scaturito dalla convinzione che la donna avesse un’altra relazione. Subito dopo, ha svegliato i due figli che vivevano con loro, una ragazza di 16 anni e un ragazzo di 15, e li ha costretti a salire in auto con lui per una fuga senza meta.
È durante questo tragitto disperato che la tragedia si è aggravata. In preda al suo delirio, l’uomo ha fermato l’auto e ha strangolato il figlio di 15 anni, uccidendolo. Ha poi tentato di fare lo stesso con la figlia, che però è riuscita a sopravvivere e la cui testimonianza è ora un elemento chiave per gli inquirenti. È stata lei, una volta soccorsa, a raccontare l’orrore vissuto in quelle ore.
Le parole del figlio
A rendere ancora più straziante la vicenda sono le parole del figlio maggiore della coppia, un giovane di 21 anni che non viveva più con la famiglia e che si è ritrovato catapultato in un incubo. Raggiunto dai giornalisti, ha affidato ai microfoni un messaggio carico di dolore e di una lucidità disarmante: “Mio padre ha distrutto tutto, ha cancellato la nostra famiglia. Non riesco a trovare un senso. Quello che ha fatto non è perdonabile, e io non lo perdonerò mai”.
Mentre la figlia superstite lotta per riprendersi fisicamente e psicologicamente, la confessione del padre chiude il cerchio su una delle pagine più nere della cronaca recente. Un dramma che lascia dietro di sé tre vite spezzate e un dolore incolmabile, riaccendendo con violenza il dibattito sulla piaga della violenza di genere e domestica.
