ร un risveglio amaro per Napoli e per l’intera comunitร scientifica italiana. Oggi, all’etร di 83 anni, si รจ spento Luigi “Gino” Nicolais. Non se ne va solo un politico o un accademico, ma una delle menti piรน brillanti che il Mezzogiorno abbia espresso negli ultimi decenni. Un uomo capace di costruire un ponte solido e necessario tra il rigore della ricerca scientifica e la complessitร delle istituzioni pubbliche.
Dalla Federico II alla conquista del mondo scientifico
Nato a SantโAnastasia nel 1942, Nicolais รจ stato prima di tutto uno scienziato di caratura internazionale. La sua “casa” รจ stata l’Universitร Federico II di Napoli, dove come professore ordinario di Tecnologie dei Polimeri ha formato generazioni di ingegneri, trasmettendo la passione per i materiali avanzati. La sua visione non รจ mai rimasta confinata nei laboratori: per Nicolais, la ricerca doveva avere un impatto reale sulla societร , un credo che lo ha portato a diventare un punto di riferimento globale nel settore dell’innovazione tecnologica.
La stagione politica: da Bassolino a Prodi
L’amore per la sua terra e la voglia di modernizzare il Paese lo hanno spinto, nei primi anni Duemila, a prestare il suo sapere alla politica. ร stato un protagonista della “primavera” campana nella giunta Bassolino, occupandosi di universitร e ricerca, per poi approdare a Roma. Nel 2006, Romano Prodi lo volle fortemente al suo fianco come Ministro per le Riforme e lโInnovazione nella Pubblica Amministrazione. In quegli anni (2006-2008), Nicolais lavorรฒ incessantemente per digitalizzare una burocrazia spesso farraginosa, cercando di iniettare efficienza nel sistema statale.
L’ultimo servizio al Paese: la guida del CNR
Dopo l’esperienza in Parlamento e la candidatura alla presidenza della Provincia di Napoli nel 2009 (una sfida elettorale difficile vinta poi da Luigi Cesaro), Nicolais รจ tornato al suo primo amore, ma dalla porta principale. Dal 2012 al 2016 ha guidato il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il cuore pulsante della scienza italiana.
Oggi Napoli saluta un figlio illustre, un “tecnico sognatore” che ha sempre creduto che il riscatto del Sud passasse attraverso la competenza, lo studio e l’innovazione. La sua ereditร resta viva nelle centinaia di pubblicazioni scientifiche e nelle riforme che portano la sua firma.
