Mattia Grandi è tra i più i giovani candidati alle elezioni comunali di Napoli. Sabato sera la presentazione ufficiale della coalizione a sostegno del candidato sindaco Maurizio Barbato. A colpi di post, Grandi, impegnato nella lista Più Nola, delinea la sua Nola. Ecco i post:
“In questi giorni di campagna elettorale mi sono confrontato con una realtà, che purtroppo, è sempre la stessa da decenni. Il quartiere Gescal al centro di ogni campagna elettorale, è costantemente abbandonato a se stesso nonostante le promesse fatte dai vari politici. Se qualcosa è migliorato è solo ed esclusivamente grazie all’auto gestione di chi ci vive e che si scontra ogni giorno con le problematiche del quartiere. È una questione personale. In questo quartiere i miei nonni ci vivono da 40 anni, in questo quartiere è cresciuto mio padre, in questo quartiere ho i miei ricordi d’infanzia. Questo quartiere è casa mia, sento forte il senso di appartenenza. La differenza di chi cerca consensi e chi sente le proprie origini non è un dettaglio. Non vi prometto che riesca a raggiungere ogni obiettivo, ma vi prometto che mi impegnerò affinché le cose cambino”.
“Molte idee in questo periodo affliggono la mia mente, ma do priorità ad una di esse, a quella che ho nel cuore: una comunità a misura di disabile “. Mi chiedo nell’era della tecnologia, ma è mai possibile che nei paesi come il nostro ci siano tante barriere architettoniche che impediscono ai diversamente abili un’esistenza normale? È un’umiliazione che subiscono quotidianamente. Perché non garantiamo loro un’esistenza dignitosa? Non dobbiamo ne essere sordi e ne insensibili. Mi impegnerò a discutere e a parlarne con i miei colleghi candidati e con il candidato sindaco affinché si possa prendere in considerazione anche questa problematica”.
“Anche se sono giovane e non sono un professionista della politica, mi approccio a questo mondo con idee ben chiare . Ciò che mi ha spinto ad accettare questa sfida è la consapevolezza che il nostro paese è ricco di storia ma ha bisogno di essere valorizzato e rivalutato e proprio noi giovani dobbiamo essere gli interlocutori di tali cambiamenti, bisogna spendere energie, fiducia e speranze. C’è bisogno della collaborazione di ciascuno di noi, l’obbiettivo è quello di non far allontanare i giovani come me dal proprio luogo d’origine. La sana politica è quella di confronto, dialogo e rispetto. Io ci metto il cuore voi la fiducia di riporre in me le mie stesse idee”.
