Cronaca

Magia nelle acque di Napoli, ritrovato il Rostro di una Nave Romana nel Porto

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Trovato il rostro di una nave Romana nelle acque di Napoli. Il primo giugno scorso, alle 13.10 una squadra di sommozzatori ha rinvenuto il reperto nel porto della città, a pochi passi dal Maschio Angioino.

A ritrovare l’elemento della nave probabilmente ( probabilmente appartenente ad una nave Trireme) risalente al 240 A.C. (avanti Cristo) è stato il sub Salvatore Andelora che come riporta il verbale della Guardia di Finanza intervenuta sul posto,  “durante l’attività di ispezione subacquea alla carena della Motonave… ormeggiata… del Porto di Napoli giusta autorizzazione per lavori subacquei nelle acque portuali marittime di Napoli fornita copia ha rinvenuto nelle acque un manufatto in bronzo….riconducibile ad un rostro di epoca romana…consegnato ai militari verbalizzanti che lo custodiranno presso i magazzini del Reparto Intestazioni”. 

LA TRIREME

Cosiddetta perchè disponeva di tre serie di rematori, dotata di un rostro per speronare e di ponti mobili per agganciare le unità avversarie. In un secondo momento sulla prua venne eretta una torretta, dalla quale esperti arcieri tenevano i nemici sotto il loro tiro. Lungo i bordi correva una balconata praticabile per i combattenti. A poppa si trovava la cabina coperta del comandante, sovrastata dallo stendardo della nave e dalle insegne della flotta. Era la nave da guerra più comune.

Deriva il suo schema da precedenti modelli greci, modificati e snelliti. Misurava 40 metri di lunghezza e 5 e mezzo di larghezza e, dallo scafo emerso, sovrastava di un metro di altezza. Pesava tra le 240 e le 250 tonnellate. Aveva un equipaggio di 200 uomini, di cui 156 vogatori e un manipolo di una trentina di milites per l’arrembaggio: una quindicina tra ufficiali e sottufficiali.