Politica

Davide D’Errico: “Sogno di portare una legge per le famiglie e dare dignità per i malati. Ecco la mia Campania”

Dall’impegno nel sociale alla candidatura politica il passo non è breve, ma per Davide D’Errico appare naturale. Candidato nella lista “Fico Presidente” per le prossime Elezioni Regionali in Campania 2025, D’Errico porta con sé un bagaglio fatto di gestione di beni confiscati, attivismo e storie personali forti. In questa intervista, analizza le criticità della regione, dalla sanità alla cultura, proponendo una visione che mette al centro gli ultimi.

Un’anticamorra “dei fatti” e il dramma della sanità

La discesa in campo di D’Errico nasce da due radici profonde: la legalità e il dolore privato. Nipote di una vittima innocente di camorra, il candidato rifiuta la retorica della sola memoria. “C’è bisogno di un’anticamorra dei fatti, delle opportunità, della sicurezza e del lavoro”, afferma, citando il lavoro svolto nella riapertura di beni confiscati e chiese abbandonate.

Ma è sulla sanità che la sua voce si fa più intima e politica. Avendo vissuto la malattia degenerativa del padre, D’Errico denuncia la solitudine delle famiglie. “Sogno di portare una legge per le famiglie che vivono questo dolore, che non è solo del malato ma dell’intero nucleo familiare”, spiega.

L’analisi sul sistema sanitario regionale è lucida: mancano medici, i Pronto Soccorso sono al collasso e si è in ritardo sul PNRR. Per risolvere problemi così complessi, avverte il candidato, serve strutturare “uno scivolo che velocizzi le pratiche per le malattie rare” e potenziare l’assistenza ai disabili, oggi insufficiente.

Cultura e Giovani: contro le clientele

Sul fronte culturale, la proposta è netta: sganciare i finanziamenti dalle clientele politiche. “Se conosci qualcuno hai un’opportunità in più: dobbiamo scardinare questo meccanismo”, attacca D’Errico. La visione è quella di riaprire gli spazi chiusi per offrirli ai giovani talenti delle accademie, trasformando la Campania in un hub di creatività e merito.

Parlando di giovani e astensionismo, D’Errico (classe ’91) è convinto che solo l’esempio possa riportare le persone al voto. “Le persone sono sfiduciate dalle dinastie politiche. Ma se vedono giovani che hanno già dimostrato di saper fare, che hanno riaperto beni confiscati e speso bene i fondi europei, forse torneranno a fidarsi”.

Perché Roberto Fico?

La scelta di correre con l’ex Presidente della Camera nasce dalla stima personale. “Roberto Fico è una persona che sa ascoltare ed è empatica”, racconta D’Errico, ricordando le visite di Fico ai progetti sociali anche quando non c’erano riflettori. “È uno che non ha paura di fare battaglie scomode, come quella sui vitalizi”.

Se eletto, D’Errico ha le idee chiare sui primi 30 giorni: una legge per il supporto alle malattie degenerative e un atto politico forte. “La Regione deve costituirsi sempre parte civile nei processi di camorra. Non serve una ricetta per scaldare i cuori, servono atti concreti: quei soldi recuperati devono andare ai bambini dei nostri territori, per toglierli dalla strada”.