Cronaca

Giallo Saman, spunta il terribile audio della mamma: “E’ l’unica soluzione”

“Mio zio ha ucciso Saman”, queste le parole del fratello sedicenne delle giovane pakistana scomparsa da Novellara.
Lo zio Danish Hasnain, secondo la procura sarebbe l’autore materiale del delitto, I militari dell’arma, avrebbero intercettato una chat in cui l’uomo si confidava con persone a lui vicine di aver fatto un ottimo lavoro. Attualmente è ricercato in tutta Europa.

Saman sarebbe stata uccisa la notte tra il 30 aprile e l’1 maggio. Ma c’è un altro particolare inquietante. La giovane, sempre il 30 aprile, avrebbe sentito la madre parlare con qualcuno della sua morte: la madre indicava l’uccisione come unica “soluzione” per una donna che non si attiene alle regole di vita pakistane.

Lo avrebbe confidato in un audio mandato al fidanzato 21enne (e poi riferito ai carabinieri), un ragazzo che la famiglia aveva sempre osteggiato.

La giovane aveva poi chiesto chiarimenti alla madre, Nazia Shaheen, che avrebbe negato. Ma poco dopo Saman aveva scritto nuovamente al fidanzato: “L’ho sentito con le mie orecchie, ti giuro che stavano parlando di me…”.

Dalle indagini degli investigatori è emerso un video delle telecamere di sorveglianza poste nelle vicinanze della casa di Saman.

Nel  video compaiono lo zio Danish e due cugini di Saman che hanno in mano un badile per scavare la terra, e si muovono con aria furtiva. Secondo i militari reggiani, l’ipotesi è che stessero andando a scavare la fossa dove è stata seppellita Saman, dopo la sua ‘esecuzione’.

La procura di Reggio Emilia  ha aperto un fascicolo per omicidio, ai cinque indagati la procura contesta anche la premeditazione: sono il padre Shabbar, la madre Nazia,  lo zio Danish ritenuto l’esecutore materiale e due cugini uno dei quali arrestato in Francia.

“Ho udito la voce di mio zio che diceva ai miei genitori “Andate a casa che ci penso io”. I miei genitori stavano fisicamente male, per quello che era successo – prosegue il racconto il fratellino di Saman -. Mio zio ha detto loro che, avendo fatto il biglietto, loro dovevano andare in Pakistan. Il biglietto era stato fatto due giorni prima proprio da mio zio Danish. Secondo me lui aveva già pensato a tutto, approfittando del fatto che mia zia non sta bene. E’ tanto malata. Sono andati in Pakistan anche per questo”.

Io ho paura di lui prosegue, perché mi ha detto che se io avessi rivelato ai carabinieri quanto successo, mi avrebbe ucciso. Avevo anche pensato di ucciderlo, ma poi ci ho ripensato, prosegue il giovane, perché ci avrebbero pensato i carabinieri e che se lo avessi fatto ció, sarei finito in prigione.

Intanto continuano le ricerche nelle Valli tra Novellara, Campagnola e Reggiolo, in un’area superiore ai settanta ettari di piena campagna. Non si lascia nulla di intentato per trovare la prova chiave che potrebbe confermare l’ipotesi dell’omicidio: i resti di Saman. La Procura della Repubblica reggiana crede che sia stata uccisa, con il corpo nascosto nei campi, non lontano dall’abitazione annessa all’azienda in cui la famiglia Abbas lavora da tempo.

 

di Antonio Giannetti