Cronaca

Giallo Liliana Resinovich, il cadavere trovato nei sacchetti è stato soffocato

Il corpo della donna trovato ieri – che si presume sia quello di Liliana Resinovich, scomparsa il 14 dicembre scorso dalla sua abitazione a Trieste – era in un doppio sacco del tipo utilizzato nei condomini e aveva la testa in due sacchetti di plastica trasparente di quelli impiegati in cucina.

 

Un elemento questo che potrebbe far pensare che la sua morte sia stata causata da soffocamento. Sul corpo, pero’, e’ stato confermato che non sono stati trovati segni di violenza ne’ di lotta. Una situazione che lascia investigatori e inquirenti convinti del fatto che “ogni ipotesi rimane aperta, compresa quella del suicidio” come ha confermato oggi il Procuratore Capo Antonio De Nicolo.

 

Anche sul sito del ritrovamento ci sono piu’ ipotesi. Se e’ vero, come e’ stato detto, che il cadavere non mostrava le condizioni di un corpo fermo da una ventina di giorni, e’ anche vero che le temperature fredde registrate nei giorni scorsi avrebbero rallentato la sua decomposizione.

 

Intanto, non e’ stato ancora fatto il riconoscimento del cadavere da parte del marito: lo hanno deciso gli inquirenti. Per domattina e’ stato fissato un incontro in Procura al quale parteciperanno uomini della Squadra mobile e medico legale. Quest’ultimo al termine dovrebbe effettuare una seconda, piu’ approfondita ispezione del cadavere, che si trova all’obitorio. L’autopsia completa, invece, dovrebbe essere effettuata lunedi’.