Il cortile di una scuola trasformato in una polveriera a cielo aperto, in spregio a ogni regola e al buonsenso. È accaduto a Napoli, nel quartiere San Carlo all’Arena, dove ignoti hanno allestito e fatto esplodere una potente batteria di fuochi d’artificio all’interno del plesso scolastico “Tito Livio”. Un atto di una gravità inaudita, che ha scatenato la paura e la rabbia dei residenti e ha provocato la durissima reazione delle istituzioni locali.
La Scena: Un Atto di Pura Incoscienza
La scena, ripresa da decine di smartphone e diventata subito virale sui social network, è impressionante. Nel cuore della notte, il cortile dell’istituto scolastico si è illuminato a giorno con un vero and proprio show pirotecnico, degno di una festa patronale. Le immagini mostrano decine di colpi esplodere in rapida successione, a pochi metri dalle aule, dalle palestre e, soprattutto, dalle finestre delle abitazioni circostanti, in un’area densamente popolata.
Un’azione sconsiderata che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. Il rischio di un incendio, il pericolo di esplosioni incontrollate o di danni agli edifici erano altissimi. Fortunatamente, non si registrano feriti, ma resta l’enorme spavento per chi abita nella zona, svegliato di soprassalto dai boati.
La Rabbia dei Residenti e la Condanna delle Istituzioni
La reazione del quartiere è stata immediata e veemente. “È una follia, un atto criminale che non può essere tollerato”, hanno commentato in molti sui social. L’indignazione è rivolta contro chi ha compiuto il gesto, ma anche contro la percezione di un’assenza di controllo sul territorio che permette a chiunque di appropriarsi indebitamente di uno spazio pubblico, per di più un luogo dedicato all’educazione.
A farsi portavoce della condanna istituzionale è stato il presidente della Terza Municipalità, Fabio F. Grimaldi, che ha usato parole durissime. “Quello che è accaduto è un atto criminale, non una ‘ragazzata'”, ha dichiarato. “Utilizzare il cortile di una scuola come base per esplodere fuochi d’artificio è un gesto di una gravità inaudita. Abbiamo immediatamente segnalato l’accaduto alle forze dell’ordine e chiesto che vengano individuati e puniti i responsabili di questa vergogna”.
L’episodio riaccende i riflettori sul problema della sicurezza e del controllo del territorio nelle periferie napoletane, e sulla cultura dell’illegalità che troppo spesso trasforma i beni comuni in zone franche, a disposizione di chiunque voglia imporre la propria arroganza.
