Tre mail, un breve scambio virtuale avuto con il giornalista ed editorialista di Libero Giovanni Terzi. Uno scambio di frasi, pareri e confessioni che lo stesso terzi ha voluto pubblicare per rendere aperto lo stato d’animo di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per aver ucciso Yara Gambirasio. La 16enne di Brembate di sopra brutalmente ammazzata dopo essere uscita dalla palestra la sera del 26 novembre del 2010.
Le frasi
«Bisogna trovare a tutti i costi la forza nel resistere e cercare di preservare quella poca dignità che ancora mi è rimasta e non mi è stata rubata». Perché resiste Signor Bossetti? A questa domanda il muratore di Mapello risponde scrivendo «fondamentalmente per i miei cari familiari che non hanno mai smesso di credere in me, per tutte le persone che mi stanno accanto e che mi vogliono bene e soprattutto perché dimostrare la mia innocenza è diventata fonte della mia ragione di vita». Ma Massimo Giuseppe Bossetti aggiunge un’altra frase: «Una persona innocente deve essere disposta a tutto, anche a morire, se dovrà essere necessario farlo… signor Terzi, che voglia crederci o no, la mia colpa è quella di essere innocente e il vero problema è di essere un cittadino assalito da un terribile errore giudiziario».
Bossetti continua scrivendo, il 25 marzo, che «è molto difficile poter ammettere la realtà dei fatti con una semplice e banalissima ripetizione di un dato non graniticamente accertato al 100%. Signor Terzi, mi permetto di fare un paio di domande: secondo lei è questa la Giustizia Italiana che ogni cittadino italiano vorrebbe nell’essere sempre e più protetto e tutelato? È questa la Giustizia che calpesta ogni diritto di difesa offrendo benefici soltanto se mi dichiaravo colpevole? Come si può accettare ogni forma di benefici non avendo commesso il fatto? Quando riuscirete a rispondermi a queste domande capirete quanto di disumano ho subito e continuo purtroppo a dover subire».
Alla lettera di Massimo Bossetti ho risposto con una mail dove facevo altre domande riferite al momento storico che stava vivendo, l’isolamento nelle carceri a causa del Covid. Una domanda era sull’ultimo libro che aveva letto. «Il segreto della libertà e del successo di Napoleon Hill. Questo libro è carico di suggestioni e può dare una mano per uscire dalla inerzia e dalla negatività per poter intraprendere la via di un futuro più roseo, migliore e molto più gratificante».