Danish Hasnain, lo zio di Saman Abbas e principale accusato dell’omicidio della diciottenne pachistana, scomparsa da Novellara lo scorso maggio, non ha rinunciato alla possibilità di essere trasferito dalla Francia in Italia per scontare la pena. In questo modo potrà essere estradato. Hasnain, 34 anni, è ritenuto, infatti, l’esecutore materiale del delitto: era stato arrestato il 22 settembre scorso in Francia.
Lo ha detto lui stesso ai giudici della Corte d’Appello, presi di sorpresa dopo che per 3 mesi Hasnain si era opposto all’estradizione. Appena avuta la parola, il pachistano ha detto: “Non mi oppongo, non serve a niente che io resti qui – ha detto – non posso parlare con mia moglie, non ho neppure soldi per telefonarle. Preferisco tornare in Italia e spiegarmi”.
Sul fondo della vicenda non cambia nulla, Hasnain continua a proclamarsi innocente e conta di spiegarsi con le autorità italiane: “Se fossi stato colpevole di quello per cui sono accusato, sarei fuggito in Pakistan, non qui”, ha aggiunto. Successivamente, ha chiesto alla corte di poter contattare la moglie, in Pakistan, una richiesta che al momento resta al vaglio dei giudici. Hasnain non avrebbe un telefono cellulare in grado di poter telefonare in Pakistan, né i mezzi per procurarsi una scheda telefonica.
Mercoledì prossimo, 12 gennaio, i giudici indicheranno la procedura da seguire per la consegna all’Italia in osservanza del mandato d’arresto europeo: “Siamo stati colti di sorpresa – ha detto la presidente della Corte d’appello – fra una settimana indicheremo le modalità per la consegna”.
