Possibile svolta nel caso dell’omicidio di Dario Angeletti, il professore universitario ucciso con un colpo di pistola martedì a Tarquinia (Viterbo). Un uomo è in stato di fermo dalla notte di mercoledì: è la stessa persona, un settantenne ex dipendente dell’Università della Tuscia per la quale lavorava anche il docente. Il pensionato, che ha il porto d’armi, nel pomeriggio di ieri era stato a lungo interrogato prima di essere portato all’ospedale Belcolle di Viterbo per affrontare le conseguenze di un malore. L’uomo, di recente, era finito nel mirino dei carabinieri in seguito a una denuncia per stalking. Non si esclude che i due si fossero dati appuntamento nel parcheggio della Saline, zona conosciuta molto bene da entrambi. Un appuntamento che si è rivelato una trappola per Angeletti.
Da quando è scattato l’allarme dopo la scoperta del corpo nell’auto, i carabinieri lavorano senza sosta per dare un volto e un nome al killer del professore. E stabilire movente e dinamica di quanto accaduto nella zona delle Saline. In queste ore si sono succeduti gli interrogatori di conoscenti, familiari e anche eventuali testimoni che potrebbero aver visto o sentito qualcosa poco prima del ritrovamento del corpo.
Analizzando le immagini di varie telecamere posizionate nell’area delle Saline gli investigatori dell’arma di Tarquinia si sarebbero concentrati in particolare su una. Poco distante dal punto del piazzale in cui è stata trovata la macchina di Angeletti e che potrebbe aver ripreso un secondo veicolo arrivare o andare via. Per terra gli investigatori hanno trovato segni di frenata della macchina della vittima. Non si esclude, dunque, che Angeletti abbia tentato di scappare.
L’uomo era insanguinato seduto al posto del guidatore con la cintura di sicurezza, a dare l’allarme è stato un passante. I militari stanno scavando nella vita del docente e sono al lavoro per ricostruire come e con chi ha trascorso le sue ultime ore. Accertamenti saranno eseguiti anche sul cellulare per risalire agli ultimi contatti. Intanto, forse già domani, sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Angeletti. L’esame autoptico stabilirà con esattezza quale sia la causa della morte e se la ferita alla testa riscontrata sul cadavere sia stata provocata da un colpo d’arma da fuoco che allo stato non è stata ancora trovata. La procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per omicidio.
Angeletti, figlio di un medico di Tarquinia, era sposato ed aveva due figli. Era molto conosciuto e stimato nella cittadina della Tuscia dove viveva e lavorava. Dal 2010 insegnava ecologia applicata e tutela dell’ambiente marino al polo universitario di Civitavecchia. Il suo lavoro si svolgeva anche nel laboratorio di ecologia e centro ittiogenico sperimentale alle Saline di Tarquinia, a poca distanza dal posto dove il suo corpo è stato trovato senza vita. E il sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi, in un post su Fb racconta come «la città da alcune ore sta vivendo uno dei suoi momenti umani più bui», aggiungendo che in segno di lutto «saranno sospese le celebrazioni dell’accensione delle luminarie, lasciando spazio alla preghiera e alla riflessione».
