La tragedia di Anguillara Sabazia si trasforma in un dramma familiare assoluto, cancellando un’intera famiglia nel giro di una settimana. Dopo l’omicidio di Federica Torzullo e l’arresto del marito Claudio Carlomagno, questa mattina si è consumato l’ultimo atto: Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, genitori del reo confesso, si sono tolti la vita insieme nella loro villetta.
Una fine scioccante per due figure note nella comunità: lei, Assessora alla Sicurezza e Legalità del Comune (dimessasi pochi giorni fa travolta dagli eventi), e lui imprenditore edile. I Carabinieri, allertati da una zia preoccupata per il silenzio della coppia, hanno fatto irruzione trovando i coniugi impiccati. Un gesto estremo che chiude il cerchio di un orrore iniziato domenica scorsa.
La lettera d’addio al figlio Davide
Secondo le prime indiscrezioni apprese dall’Adnkronos, prima di compiere il gesto definitivo, Pasquale e Maria avrebbero lasciato una lettera. Il destinatario è Davide, l’altro figlio della coppia, l’unico rimasto a dover gestire un dolore inimmaginabile. Nel manoscritto sarebbero contenute le spiegazioni di una scelta dettata, probabilmente, dall’impossibilità di sopravvivere alla vergogna e al dolore per il crimine commesso da Claudio.
«Sono sconvolto, erano bravissime persone», ha commentato l’avvocato Andrea Miroli, difensore di Claudio Carlomagno, che ora dovrà informare il suo assistito in carcere della morte dei genitori.
Il “Giallo” dei movimenti del padre: cosa è successo alle 7:08?
Mentre si indaga sul suicidio, emergono dettagli inquietanti dall’ordinanza del gip Viviana Petrocelli riguardante l’omicidio di Federica. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia stanno analizzando minuziosamente gli spostamenti di Pasquale Carlomagno la mattina del delitto.
Le telecamere di sorveglianza hanno fissato un orario preciso: 7:08 del mattino. A quell’ora, il padre di Claudio è stato visto transitare e fermarsi nei pressi dell’abitazione del figlio fino alle 7:17. Claudio ha confessato di aver ucciso Federica intorno alle 6:40. Dunque, Pasquale era lì mentre il corpo della nuora era presumibilmente ancora in casa, prima di essere occultato.
L’uomo ha provato a chiamare il figlio e la nuora senza risposta, poi è entrato dal cancello. Si è fermato nove minuti. Cosa ha visto? Claudio ha dichiarato che il padre voleva solo le chiavi del furgone aziendale. Ma il dubbio investigativo rimane: il peso di ciò che potrebbe aver intuito o coperto ha influito sulla decisione di togliersi la vita?
L’ombra misteriosa in auto
C’è un altro mistero che gli inquirenti devono risolvere e che rende il quadro ancora più fosco. Dopo aver occultato il cadavere ed essersi spostato tra i vari cantieri per crearsi un alibi, Claudio Carlomagno rientra a casa alle 14:17. Le telecamere riprendono la sua Kia Sportage e, sul sedile del passeggero, si intravede un’ombra.
L’indagato era «accompagnato da una persona che allo stato non è stata identificata». Chi era in auto con l’assassino poche ore dopo il delitto? Un complice? Un testimone ignaro? Le indagini sono tutt’altro che chiuse, ma ora mancano due voci fondamentali per ricostruire la verità.
