Svolta nelle indagini sul rapimento avvenuto ad aprile: in manette la “mente” legata al clan Attanasio e un fiancheggiatore. Volevano 1,5 milioni di euro.
Il cerchio si chiude intorno al drammatico sequestro di persona avvenuto lo scorso aprile a San Giorgio a Cremano, alle porte di Napoli. Dopo mesi di indagini serrate, le forze dell’ordine hanno assicurato alla giustizia il presunto “regista” dell’operazione e un suo fedele complice, svelando un retroscena inquietante fatto di criminalitร organizzata e richieste estorsive da capogiro.
L’operazione congiunta, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato, ha portato all’esecuzione di due nuove misure cautelari in carcere, che si aggiungono all’arresto in flagranza di uno degli esecutori materiali avvenuto poche ore dopo il blitz.
La dinamica e il ruolo dei Clan
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, coordinati dai Pubblici Ministeri Stefano Capuano e Henry John Woodcock, il piano era stato studiato nei minimi dettagli. A tirare le fila del rapimento dello studente minorenne sarebbe stato un soggetto ritenuto vicino al clan Attanasio, attivo nel quartiere di Barra.
Insieme a suo cugino, l’uomo avrebbe reclutato la “manovalanza” (il terzo uomo giร detenuto da aprile) per prelevare con la forza il giovane all’esterno dell’autolavaggio gestito dal padre. L’obiettivo era chiaro e ambizioso: ottenere un riscatto di ben un milione e mezzo di euro per la liberazione dell’ostaggio.
Lo scenario: affari sporchi e trame criminali
Le indagini non si sono limitate a individuare i responsabili materiali, ma hanno scavato nel movente, portando alla luce uno scenario complesso. I riflettori della Procura sono puntati su presunti legami d’affari pregressi che avrebbero connesso il padre della vittima a esponenti di spicco della criminalitร organizzata locale, in particolare al clan Cuccaro.
Il sequestro, dunque, potrebbe non essere stato un atto predatorio casuale, ma una ritorsione o un regolamento di conti maturato in un contesto di affari illeciti o debiti non onorati. Con questi ultimi arresti, lo Stato infligge un duro colpo alla strategia del terrore messa in atto dai gruppi criminali dell’area vesuviana, chiudendo il cerchio su uno degli episodi di cronaca piรน allarmanti degli ultimi mesi.
