Sport

L’affondo di De Laurentiis: “Lo stadio Maradona è un semicesso”

Un attacco frontale, senza filtri. Aurelio De Laurentiis torna a parlare della questione stadio e usa parole durissime per descrivere l’attuale impianto di Fuorigrotta. Intervenendo al “Football Business Forum” organizzato all’Università Bocconi di Milano, il presidente del Napoli non ha usato mezzi termini.

“Il Maradona è un semicesso”, ha dichiarato il patron azzurro, riaccendendo il dibattito sulla necessità di una nuova struttura per il club.

Il presidente ha ribadito la sua intenzione di farsi carico dell’investimento: “Ho sempre detto che lo stadio lo avrei finanziato personalmente, ma è molto complicato”.

Il progetto: 70mila posti e 8mila parcheggi

De Laurentiis non si è limitato alla critica, ma ha delineato la sua visione per la futura casa del Napoli. Un progetto ambizioso che richiede, secondo il presidente, “3 ettari dentro la città”.

“Vorrei uno stadio con 70mila posti, 120 sky box e 8 mila posti auto“, ha spiegato. Proprio il tema dei parcheggi è stato centrale nel suo intervento, con una netta presa di posizione contro chi spinge per la sola mobilità pubblica: “Chi dice che si viene con i mezzi dice cose non vere. La gente vuole venire allo stadio con la propria macchina, averla pulita e sicura alla fine della partita”.

Il paragone con il PSG e le critiche alla politica

Il numero uno del Calcio Napoli ha sottolineato la disparità di trattamento rispetto ad altri top club europei, portando un esempio specifico. “Anche il PSG gioca in uno stadio che non è di sua proprietà”, ha detto De Laurentiis, “ma pagano la stessa cifra che il Napoli paga al comune, avendo uno stadio che fattura 100 milioni l’anno”.

Inevitabile l’affondo sulla gestione passata dell’impianto e sulle difficoltà attuali: “Nel ‘90 al San Paolo hanno fatto un disastro totale. Ora, io dovrei rinnovare il mio stadio mentre gioco, avendo un impatto economico importante”. La critica si è poi spostata sul mondo politico: “La politica non sa nulla di calcio”.

L’allarme di Saviano e l’attacco a UEFA e FIFA

L’intervento di De Laurentiis si è allargato fino a toccare i vertici del calcio mondiale e i rischi del sistema. “Ho parlato con Saviano”, ha rivelato, “e mi ha detto: ‘Ndrangheta, mafia e camorra vogliono appropriarsi dei club'”.

Infine, una stoccata a Ceferin e Infantino (vertici di UEFA e FIFA), accusati di “ridurre il valore dei campionati nazionali”. La chiusura è stata una provocazione che suona come un avvertimento: “Perché poi rimarranno solo Napoli, Roma, Inter, Milan, Juve. Che facciamo a fare i nuovi stadi se poi gli altri non ci sono? Allora facciamo solo un campionato europeo”.