E’ il 30 gennaio scorso quando una coppia di commercianti di Nola (G. V. 50 anni, M.V. 32 anni) si siede, pochi minuti prima delle 15, davanti ai carabinieri della stazione di Cimitile per denunciare e auto-denunciarsi di due episodi di compravendita di voti che si sarebbero verificati alle ultime elezioni comunali di Nola nel giugno del 2022. E’ la tornata elettorale che ha sancito la vittoria del sindaco Carlo Buonauro, magistrato scelto dalla coalizione Pd-M5s contro il candidato della destra Maurizio Barbato.
Ai carabinieri guidati dal comandante Giuseppe Giallongo la coppia consegna una ricostruzione dettagliata della modalità utilizzata per comprare il voto alle elezioni amministrative. Ma soprattutto nelle mani dei militari ci sarebbero prove inoppugnabili a supporto della denuncia: scambio di messaggi, registrazioni video e vocali che confermerebbero le condotte illecite. Nella denuncia la coppia tira in ballo due assessori della giunta Buonauro: L.B e G.C e un consigliere comunale, M.R.G. Tutti e tre erano candidati nella lista “Nola Democratica”, una compagine ispirata dal Pd.
A Nola in Procura c’è massimo riserbo sull’inchiesta che rischia di travolgere l’amministrazione comunale guidata da un magistrato a meno di un anno dalla vittoria. Le indagini sarebbero già un punto di svolta e nelle prossime ore potrebbero arrivare i primi provvedimenti. I fatti sono molto dettagliati.
La coppia racconta ai militari il primo episodio che riguarderebbe un ex assessore del Comune di Nola e marito di un assessore in carica nella giunta Buonauro: quest’ultimo il giorno delle elezioni avrebbe prelevato la coppia di commercianti dalla propria abitazione e consegnando loro prima dell’ingresso nel seggio elettorale di piazza Collegio un bollino di colore giallo con la scritta via Aerea da apporre vicino alla scheda dopo aver scritto la preferenza per G.C (assessore in carica al Comune di Nola).
Il secondo episodio riguarda un altro bollino, sempre di colore giallo con la scritta “Urgente” da apporre accanto alla scheda con il voto di preferenza per M.R.G.
In entrambi i casi la coppia avrebbe scattato una foto che riporta bollino e voto di preferenza poi inviata. A conferma del voto espresso. In cambio la coppia avrebbe ricevuto banconote da 70 e 80 euro. Questi episodi troverebbero conferma in uno scambio di messaggi e vocali tra la coppia e il marito dell’assessore.
Dal fronte della maggioranza l’inchiesta ha fatto scattare il silenzio. Anche se c’è chi prova a giocare all’attacco: “Solo calunnie, serve una contro-querela”.
Il sindaco Buonauro, un magistrato specchiato e dalla condotta impeccabile, non è minimamente sfiorato dalle accuse. Deve però fare i conti con due assessori della sua giunta tirati in ballo.