Nulla a Napoli divide l’opinione pubblica più di Aurelio De Laurentiis. Si distinguono sostanzialmente due differenti posizioni quando si discute del Presidentissimo. La prima si può riassumere con “Pappò cacc e’ sord” (come tanti tifosi sui social lo definiscono, affermazione dalla quale la redazione si dissocia), una affermazione che manifesta profonda insoddisfazione verso la gestione societaria con l’auspicio di vedere costruita una squadra competitiva, che possa finalmente ambire ai traguardi più importanti.
Poi c’è l’altra faccia della medaglia, rappresentata da tutti quei tifosi che elogiano l’operato di ADL, la sua capacità di fare Azienda con i conti in ordine e regalando alla squadra una posizione sempre più che dignitosa. Sicuramente è un fatto inopinabile che il Nostro sia un grandissimo businessman, acclamato da più parti, spesso anche oltre confine.
Detto questo, la nostra è una posizione sostanzialmente critica nei confronti della gestione societaria del Calcio Napoli e del suo Presidente, e vorremmo condividerne i motivi con chi avrà il piacere di leggere queste righe. Il Calcio è sogno, è speranza. Noi non siamo stati abituati a pensare che la vittoria sia l’unica cosa che conta, quel che conta è pensare e sperare che una grande gioia possa arrivare.
Nella mente degli Italiani resteranno impressi per sempre il rigore di Grosso contro la Francia del 2006, ma anche il golden goal di Trezeguet ad Euro 2000, vittorie e sconfitte fan parte del gioco, tuttavia hanno un comune denominatore, il sogno, la speranza di raggiungere quell’obiettivo.
Ebbene, ADL è stato capace negli anni di liberare il Calcio a Napoli da tutti questi aspetti romantici, il tifoso del Napoli già sa che non potrà coltivare il sogno di raggiungere determinati obiettivi, le speranze sono state fiaccate da anni di aurea mediocritas cui sfugge solo la parentesi di Sarri, chissà quanto apprezzata dal Pres.
Se è vero che i sogni sono illusioni, a Napoli qualcuno si è preso la briga di certificarlo. Siamo certi che nessuno a Napoli abbia pensato di poter battere il Barcellona, tutti sapevamo come sarebbe andata e forse ci speravamo anche, perché dobbiamo conquistare un posto Champions’, che ci viene descritto come “vitale”.
Altrimenti scatta la solita litania del rischio cessione dei nostri beniamini. La verità è che tutti abbiamo bisogno di credere che qualcosa di straordinario possa accadere, citando Alicia in A Beautiful Mind, ancor di più i Napoletani che sono uomini d’amore, giusto per rimanere in tema di citazioni. E saremmo felici di porgere le nostre scuse ad Aurelio De Laurentiis se i prossimi mesi, a partire dal match con la Lazio, ci dovessero almeno restituire il sogno, la speranza.
Del resto il fermo immagine più bello dell’era ADL non sarà mai rappresentato dalle foto dei festeggiamenti per le Coppe vinta, ma dal tifoso che piange di gioia allo Stadium al goal di Koulibaly. Quello è il calcio a Napoli.