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Il boom del M5S nella terra di Di Maio: il consigliere grillino più votato d’Italia è figlio del sindaco sciolto per camorra

Nella disfatta elettorale del M5S alle elezioni comunali del 12 giugno scorso c’è un’isola felice: Nola, comune dell’hinterland napoletano, dove la lista del M5s raccoglie il 13,6 %. Un successone rispetto alle percentuali da prefisso telefoniche raccolte nelle città Taranto, Palermo, Genova e negli altri comuni al voto. Conte rosica. Fioccano i comunicati di giubilo.

Luigi Iovino, parlamentare dimaiano, esulta: “La nostra lista ha ottenuto risultato tra più importanti a livello nazionale, frutto di ottimo lavoro sul territorio”.

Gennaro Saiello, consigliere regionale della Campania, rincara: “Un risultato grandissimo. Carlo Buonauro (Pd) è il nuovo sindaco di Nola. Un’aria buona accompagna finalmente il nostro territorio. Mancano veramente poche sezioni ma il dato è tratto e il movimento 5 stelle si attesta tra le prime 2 liste della coalizione. Un plauso va a tutti i nostri candidati e a tutti coloro che hanno contribuito a questo grande risultato. Insieme si raggiungono risultati grandissimi. Andiamo avanti a testa alta”.

Valeria Ciarambino: A “Nola conseguito uno dei migliori risultati a livello nazionale, grazie soprattutto al lavoro portato avanti in questi anni sul territorio dai nostri attivisti e dai nostri portavoce”.

Grande euforia. Tutto merito del ministro degli Esteri Luigi di Maio? Nola si trova infatti a un tiro di schioppo da Pomigliano D’Arco, città d’origine dell’ex capo politico del Movimento. Assolutamente no. Il merito è di uno sconosciuto candidato al Consiglio comunale nella lista del M5S: Massimo Russo, poco più 20enne, risultato con 716 preferenze il consigliere del M5S più votato in Italia. Un plebiscito di preferenze che ha trascinato la lista grillina (contro ogni previsione) allo storico risultato. Russo è stato superato come numero di preferenze in Italia solo da Antonino Randazzo (1200 voti) nella lista a Palermo. Però in termini percentuali non c’è paragone: Palermo ha 630 mila abitanti, Nola poco più di 35 mila abitanti

Chi è Russo? L’artefice del boom grillino. Un figlio d’arte. Il padre è Antonio Russo, sindaco di San Gennaro Vesuviano, comune dell’hinterland napoletano. Nel 2020 Russo senior ha vinto le elezioni senza avversari. Nessuno si è presentato per sfidarlo. Ma c’è anche un altro precedente che riguarda il papà del consigliere grillino più votato in Italia: la sua amministrazione fu sciolta per camorra il 12 febbraio 2018 dal Consiglio dei ministri su proposta dell’allora ministro dell’Interno Marco Minniti.  Il provvedimento di scioglimento arrivò quando i consiglieri si erano già dimessi determinando la fine anticipata della legislatura. 

La relazione della Prefettura di Napoli evidenziò infatti un forte condizionamento nella vita amministrativa nell’amministrazione retta da Russo da parte dei clan del territorio (in particolare il clan Fabbrocino). Nelle oltre 200 pagine della relazione dell’Antimafia si evidenziavano rapporti stretti, anche di parentela, tra gli amministratori e i camorristi della zona. Appalti e procedure finirono sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati della Direzione distrettuale Antimafia. Lo scioglimento per camorra fu poi confermato da una sentenza del Tar. Storie che riguardano papà Russo. Il figlio è oggi il volto della vittoria grillina in provincia di Napoli.