Avis Campania, lo strano intreccio della famiglia De Rosa: i fitti delle sedi (di Casalnuovo) pagati alla società “Urania” di Pasquale De Rosa
di redazione
Negli ambienti della Sanità campana Leonardo De Rosa, ginecologo e dirigente di primo piano dell’Avis (l’associazione che riunisce i donatori di sangue) si è conquistato la fama di “duro e puro”. Però si sa, il rischio è sempre dietro l’angolo: trovare un più duro e puro. E ora De Rosa, dopo le tante battaglie contro gli scandali nella sanità, rischia di scivolare sulla più classica buccia di banana. Nulla di illegale, sia chiaro.
Ma spuntano sospetti che vale la pena chiarirli. De Rosa, oltre a essere un medico in servizio all’ospedale di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, è un dirigente regionale dell’Avis. Almeno così si evince dalle carte: il 22 maggio 2020 al Comune di Nola viene depositata una richiesta per l’autorizzazione per raccolta di sangue a firma di De Rosa, in qualità di direttore dell’Avis di Casalnuovo. Dunque, la carta in possesso del nostro giornale dimostra il ruolo ricoperto da De Rosa all’Avis di Casalnuovo. Ecco il sospetto, che il medico vorrà chiarire.
L’Avis di Casalnuovo (di cui De Rosa è direttore sanitario) ha preso in fitto nel 2017 tre immobili per le proprie sedi a Casalnuovo in via Saggese. Il fitto mensile pagato dall’Avis è pari a 1200 euro. A chi? Gli immobili sono di proprietà della società Urania srl. Tutto regolare. Però andando a spulciare nei libri societari si scopre che la società Urania Srl è intestata per il 50 % a Pasquale De Rosa, figlio di Leonardo (direttore sanitario dell’Avis di Casalnuovo) e per l’altro 50 % Almonio Burattini. Ricapitolando, l’Avis di Casalnuovo, di cui De Rosa padre è direttore sanitario, paga De Rosa figlio il fitto di tre immobili. Che strano intreccio.