Cosa rimane dopo la partita con il Barcellona? Sarebbe ovvio, scontato parlare della delusione, accodarci alle analisi tattiche sulla fallimentare costruzione dal basso. In realtà, questa partita ci lascia un dubbio. Dal famigerato infortunio di Ghoulam con il City, si richiede a gran voce l’acquisto di un terzino sinistro e non sono mai state risparmiate critiche nei confronti di chi è da allora il proprietario di quella fascia.
Mario Rui. Sia chiaro, per onestà nemmeno noi negli anni ci siamo allontanati troppo da questo comune pensiero. Però, considerando che siamo appassionati e non esperti di campo, un dubbio sorge. Mario Rui dimostra da sempre una notevole capacità di palleggio e nell’ultimo anno ha dimostrato quella “fluidità tattica” tanto invocata da Guardiola per le sue squadre.
Parliamo di un terzino con spiccate doti offensive, con capacità difensive comunque all’altezza di un calcio moderno in cui si mette in conto il rischio di prendere goal, e soprattutto con la capacità di entrare nel campo e giocare che sono paragonibili ad un centrocampista. Insomma, non sono tanti i terzini che possano vantare queste caratteristiche, soprattutto a sinistra, e che più del “Maestro” possano ricordarci Joao Cancelo, simbolo del Guardiolismo.
Se i nostri attaccanti, anziché 17 pali, avessero concluso con successo quelle e le altre occasioni che il Napoli puntualmente crea, saremmo comunque così critici nei confronti di Mario? Una squadra che vuole proporre questo calcio dovrebbe avere un terzino sinistro con caratteristiche così diverse dal Maestro?
